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domenica 19 dicembre 2021

Gli Iridi

Iride

 

Un iride intravedo in lontananza

s'inarca a stento nel cielo murgiano.

S'è spenta la pioggia mentre i coralli

incatenano le rose canine.


Colori rosa rosae trasudanti

di perle luccicanti ed improvviso

l'altro iride appare suo compagno.

Intreccio fatale e un disegno arcano


e la natura svela il suo mistero,

non possono restare disuniti.

Arcobaleno dai mille colori


s'intreccia in nesso d'amorosi sensi

abbracciando i rami di quel pino

e le sue pigne che s'aprono al sole.


Lorenzo 19.12.2021

sabato 11 dicembre 2021

Neve sui Monti

Meriggio

La neve accerchia valle di montagna

il sole scende al valico dell'alpe,

bianca barriera ai monti del Cadore.


Calde le case con le stube accese,

fumanti quei camini di dimore,

legna dei boschi conservata ad arte.


Altro scenario s'apre nell'estate

i prati in festa e fiori sui rilievi,

ora il ricordo stringe solo il cuore,


mentre il bianco si stende sulle strade,

serrate le finestre nei rifugi,

tutto è riposto al tempo in divenire.


Il ghiaccio mette all'animo tristezza,

frattanto il vento spira nelle gole

spezzando abeti come dei fuscelli.


E sull'altura a falda di quel passo

s'apre visione a fulgido orizzonte.


Lorenzo 11.12.2021

venerdì 15 marzo 2019

Tempo di Quaresima

Quaresima si tinge
di giorni tristi e lieti
e dopo il carnevale

si vive penitenza
il vento da padrone
nel mare tempestoso

il sole capolino
tra nubi ballerine
il Venerdì percorre

quattordici stazioni
la via della Croce
ci porta verso Pasqua

passando i ramoscelli
di Pace con ulivi
virgulti d'oliarole

speranza di raccolto
ci vuole tempo ahimè
per giorni in divenire

viviamo il nostro tempo
con animo gioioso
in pace ed armonia

Copyright © Lorenzo 15.3.2019

venerdì 6 gennaio 2017

Haiku

Non solo al monte _  Fonte Web


Freddo l'inverno
si copre biancaneve
Epifania

Copyright © Lorenzo 6.1.17

sabato 10 dicembre 2016

Edicola votiva [in terza rima]

onda ed aroma diuturno lavoro

Edicola votiva arco remoto
quivi è impressa l'immagine di Madre
una memoria ed un segno noto

nel borgo pregno d'arcate leggiadre
s'immergono in preghiera i pii passanti
circondano l'icona delle squadre

di residenti per grazie abbondanti
accendono lumini in devozione
alzano infanti in cielo e dolci canti

chiedono a Lei d'avere attenzione
pei giorni tutti della vita loro
un forno emana lo stesso copione

onda ed aroma diuturno lavoro
sale il profumo di pane e pandoro


Copyright © Lorenzo 10.12.16

venerdì 9 dicembre 2016

Edicola votiva

Il pane di dicembre


Edicola votiva arco remoto
quivi è impressa l'immagine di Madre
un segno di memoria tramandata
negli archi tutti dell'antico borgo

s'immergono in preghiera i pii passanti
circondano l'icona i residenti
in via vetusta per cercare grazie
accendono lumini in devozione

alzano infanti in cielo a protezione
chiedono a Lei d'essere compagna
pei giorni tutti della vita loro

un'onda emana profumo di pane
un forno a legna invade dei sapori
fragranze di vivande decembrine


Copyright © Lorenzo 16.1.08

lunedì 5 dicembre 2016

In vetro

dolce sapore dal gusto di miele


Promessa mantenuta giusto il tempo
d'accomodare in vetro i dolci frutti
al sole sottomessi nell'estate

sull'albero di fico e sul canestro
schiacciati in giunchi piani fra le dita
per rendere gustosi i semi interni

dolce sapore dal gusto di miele
rimessi in fila nella teglia in forno
foglie d'alloro in mezzo per sapore

come il trionfo per gli antichi eroi
e lentamente a crogiolare al fuoco
per ritirarli poi al punto giusto

nulla è compiuto ancora per serbare
imprigionati in trappola di vetro
a strati e in mezzo nel mieloso seno

si pone una nocciola mezza rosta
in precedente intingolo nel forno
una sull'altra in mezzo al lauro frasco

con pezzi di fondente cioccolato
so che vi giunge un piccolo riflesso
qui ora nel palato in condizione

d'assaporare adesso il liquoroso
intingolo di fichi saporiti
e prima di saldare in sottovuoto

s'innaffia il frutto sotto pioggia d'uva
del più pregiato secco aperitivo
s'avvolge il tutto in domino di miele

poi s'apre in tempo il giorno dei defunti
per onorare gli antenati estinti
e continuare ancora il dì natale


Copyright © Lorenzo 5.10.10

mercoledì 30 novembre 2016

Riposo al monte

s'ode suonare in via canto d'Ave Maria


 Quasi la notte al giorno
d'alpe piange la vetta
s'adombra per saetta
che serra mezzogiorno

la nuvola si stringe
su questo bosco verde
come un pittore tinge
il viaggiator si perde

e mentre cala l'ombra
s'ode suonare in via
canto d'Ave Maria
dal campanil che sgombra

ogni pensiero ombroso
destandosi al riposo

Copyright ©  Lorenzo 19.8.11

martedì 29 novembre 2016

Proposta / Crocifissa / Quell'Amore [in terza rima]

tra gente in piazza .. e chiosa il miserere



"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra"

da "Dietro il paesaggio"

Elegia Pasquale di Andrea Zanzotto
Quarta stanza Primo verso


Per Crocifissa un nome di famiglia
un verbo ricorrente che s'invoca
adesso della nonna più che figlia

passano i giorni con la luce fioca
i tempi che dividono il ritorno
in luogo non estremo che si sfoca

lontano in oriente d'esserci intorno
da giovine istruiva quel mestiere
d'agricola minestra a mezzogiorno

tra gente in piazza staziona in essere
compagna a compratori  delle braccia
di falce o zappa e chiosa il miserere

nelle contrade prossime alla murgia
verso quei sassi brulli che s'odora
di terremoti o scarsa economia

sta crocifissa detto il nome ancora
di fatto e di sembianza a dire il vero
attenta serva a provvida signora

curava i figli dentro quel maniero
che sorte dava a nobile casato
e poi stirava i panni in giornaliero

cenere in panno bianco di bucato
torna la sera a casa mentre sgombra
a preparare di comune afflato

ai figli il pasto assieme a chi s'adombra
ora s'addice il verso del poeta
"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra"

ombra di croci in luogo che m'acquieta
via del dolore in luce ultima meta


Copyright © Lorenzo 30.10.11

lunedì 28 novembre 2016

Proposta / Crocifissa / Quell'Amore [Viali di novembre]

Viali di Novembre



"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra"

da Elegia Pasquale di Andrea Zanzotto


Per Crocifissa un nome di famiglia
un verbo ricorrente che s'invoca
adesso sono tate delle nonne

passano giorni e contano le ore
i tempi che dividono il ritorno
in luoghi dell'oriente non estremo

un tempo invece d'esserci compagne
di giovani istruivano mestiere
d'agricola minestra e tutti i giorni

essenza della piazza del paese
a vendere le braccia ai compratori
di falce o zappa a strappar le messi

nelle contrade prossime alla murgia
verso quei sassi brulli che s'odora
di terra arsa oppur di terremoti

dunque la crocifissa detto il nome
di fatto e di sembianza a dire il vero
attenta serva a provvida signora

curava i figli che la provvidenza
dava alle dame in nobili casati
e poi stirava i panni di bucato

cenere calda sopra un panno bianco
e poi la sera a casa in un sottano
a preparare quel frugale pasto

ai propri figli con il suo consorte
ora s'addice il verso del poeta
"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra"

ombra di croci in tempo d'ognissanti
nei viali del dolore in via di luce
lumi alle icone in tutti i camposanti


Copyright © Lorenzo 29.10.11

domenica 27 novembre 2016

/ Ignaro commensale ][in terza rima]

di uomini che scalano le chiome [foto di stampa]



Cosa conosce ignoto della strada
delle fatiche immense sopportate
dai contadini in campi di contrada

s'alzano all'alba e subito affrontate
per riempire i sacchi delle olive
rimesse a mani nude e affaticate

per passioni nell'anno impegnative
e rimandare indietro quei malanni
insidie grandi per drupe native

appese ancora e pronte per i panni
se vincono i batteri cambia il gusto
muta il sapore al frutto grandi danni

eppur l'ignaro non conosce il guasto
che reca a ricompensa dell'annata
cosa ne sa il commensale in questo

di scale a pioli o sacchi per derrata
di uomini che scalano le chiome
di donne intente in zolla faticata

in terra chine a rovistar mai dome
nulla va perso di quei dolci frutti
e ritornare a sera al borgo indome

cosa ne sanno i commensali tutti
dell'opera disposta nella piana
per ricavare l'olio d'usufrutti

creanza per la drupa quando è sana
si sente in gola il pizzico ch'emana


Copyright © Lorenzo 27.11.16

venerdì 25 novembre 2016

/ Ignaro commensale ]

La raccolta delle olive


Cosa conosce ignoto della strada
della fatica immensa sopportata
dai contadini intenti alla raccolta

s'alzano in fretta per scaldare il giorno
per riempire i sacchi delle olive
rimesse a mani nude e infreddolite

gli spasimi nell'anno sopportati
per rimandare indietro quei malanni
insidie grandi tramano le drupe

appese ancora a lance verdeggianti
se vincono i batteri cambia il gusto
muta il sapore in frutto delicato

eppur l'ignaro non conosce il danno
che reca a ricompensa dell'annata
cosa ne sa il commensale ignaro

di scale a pioli o sacchi da comporre
di uomini che scalano le chiome
di donne intente a rovistar le zolle

in terra chine a rompere la schiena
nulla va perso di quei dolci frutti
e ritornare a sera fra le mura

cosa ne sa il commensale ignaro
dell'opera disposta e sopportata
per ricavare l'olio per l'annata


Copyright © Lorenzo 15.10.11

lunedì 21 novembre 2016

Frantoio [in terza rima]

Frantoio d'un tempo



Una lezione tra l'odor fruttato
s'ascolta nel silenzio tradizioni
d'un evo mai rimosso ed acclamato

di gente ricca nell'affermazioni
un caminetto acceso con gli ulivi
la vivandiera  senza esitazioni

prepara una pignatta per convivi
or quando crogiolava ceci biondi
un break si miscelava d'ora e quivi

acqua di tal legumi in piatti fondi
gustosa con il pane e croce d'olio
nuovo e pressato in fiscoli rotondi

ma cominciamo il viaggio portfolio
qui ora nel silenzio stanno ferme
le macine di pietra portaolio

adesso invece è d'uso in altre forme
ruote in granito e fiscoli impastati
riposti nei cilindri per riforme

quando nel tempo in mesi conclamati
dell'oliarole scure si riempiva
l'attesa fuori sino a cieli ombrati

coi traini pieni e carichi copriva
erano in fila  ad aspettare il turno
la pesa delle olive percepiva

giorni in sequela dello stress diuturno
duro lavoro in campi di contrada
intanto il borgo respirava intorno

il mese di dicembre tra rugiada
pregna quell'aria nell'arcaica piazza
basole in pietra e storia nella strada

di contadini curvi per la stazza
di zappa in spalla ad equilibrare
spina dorsale che illusione spazza

braccianti ai compratori e faticare
all'imbrunire in largo presso porta
s'offre miseria per bene sperare

i lumi intanto accesi in ogni porta
s'alzavano devoti per preghiera
a Madre di città che ci conforta

e la novena si tiene in quest'era
prima d'avvento dolce l'atmosfera


Copyright © Lorenzo 21.11.16

domenica 13 novembre 2016

Anima [in terza rima]

i frutti d'oliarole 


A ben guardare immagine d'ulivo
il fusto a nodi carico d'anelli
nell'anima del tronco sempre attivo

ritrovo stesse drupe dei gioielli
sono cresciute al salto di natura
sole di murgia e sale son fratelli

soffio di maestrale con freddura
quando le spume sopra spire d'onde
pochi passi da questa creatura

anime nero verdi fra le fronde
i frutti d'oliarole dei miei anni
ancora poco per riempir le sponde

ai piedi di questi alberi dei panni
e ricordare i riti fra gli affanni


Copyright © Lorenzo 13.11.11

giovedì 10 novembre 2016

Acquerello di paesaggio

Gesuino Curreli tecnica mista su faesite 


Un acquerello che d'altura parla
di case un pugno mi ricorda un luogo
che frequentavo il dì di festa antica
quando ragazzo molti lustri indietro

alle pendici della murgia amica
si concedeva un attimo e preghiera
alle fatiche di famiglie care
un buon curato a celebrare messa

nella chiesetta lì posta a presidio
tutti vigneti intorno per raccolto
fattura del buon nettare divino
rosato e bianco o vitigni neri

che danno vino ancora a san martino
una vasca con fontanella in testa
acqua e sapone gratina di legno
su cui la mano della giovinetta

lavava i panni sporchi di sudore
cotti dal sole di giornata afosa
di contadini intenti a faticare
la terra intorno al segno di confini

muretti a secco pietre ben squadrate
e poste come altezza alle ginocchia
e nella fuga un ciuffo di gramigna
che il tempo di stagioni riponeva

come collante fra fessure e muschio
e quelle case narrano le storie
segreti e sacrifici d'ogni giorno
le nascite d'infanti poi scampati

quando da adulti avvinti dai sogni
vanno guardando incanto d'orizzonte
riposto sotto il cielo di quel borgo
dove la vita scorre come un tempo

un filo di cotone attorcigliato
distesi i panni freschi di bucato


Copyright © Lorenzo 10.11.16

lunedì 7 novembre 2016

Ricami d'autunno [in terza rima]

Viti d'autunno


Sono ricami ad angoli nascosti
impressi in punto a giorno nell'ordito
d'attenta tessitrice a tutti i costi

intreccia un ornamento assai gradito
per ritrovare spunta sulla vista
e dare un senso d'arte a vecchio rito

la madre premurosa già conquista
a figlia adolescente ora in ascesa
sogni d'età maggiore già prevista

in mezzo poi ricama nell'attesa
campane addosso a lumi ch'ora attinge
mentre l'autunno trova alla discesa

le viti che al tramonto ridipinge
in un abbraccio d'opera che stringe



Copyright © Lorenzo 7.11.16

sabato 5 novembre 2016

Soluzione [in terza rima]

dei fiori

La congiunzione il nesso al disincanto
di sogni che s'appendono alla mente
mentre il mattino vola così tanto

andando incontro ai manti dell'ambiente
tre connessioni aprono ragione
alla speranza che s'annida agente

foglie di lancia schizzano in azione
prendendo i versi in punti cardinali
mentr'aghi aperti scorrono edizione

di rami che sostengono speciali
radici al sole in gialle margherite
belle a vedersi poste sui pianali

di locuzioni imposte e custodite
l'incanto di speranze ora bandite


Copyright © Lorenzo 5.11.11

lunedì 31 ottobre 2016

Asparagi [sonetto in terza rima]

Asparagi _ Fonte Wikipedia


Asparagi di murgia sono il dopo
epigoni degli idi marzolini
germogli accesi i lumi d'olio è d'uopo

legnosi rampicanti e cristallini
distesi sulla pietra a crogiolarsi
di san martino in giorni novembrini

infine è loro sorte ritrovarsi
principi per un flan lessi per fritti
coi bianchi fiorellini per scaldarsi

con succulenti piatti di risotti
mentr'ora vengo al dunque di terzina
epigoni o discepoli costretti

di marzo o giugno in era che si china
nel tra d'inverno e d'anno la mattina


Copyright © Lorenzo 31.10.16

lunedì 17 ottobre 2016

Archi e nodi



E questa è l'ultima
prima di sognare
immense praterie

spighe dorate
o essere presente
alla mia terra

un albero d'ulivo
nodoso per natura
ed archi tesi

s'inerpica nel cielo
carico per l'età
e per la gioia

d'offrire
al suo fattore
l'umore suo

ma il sogno
di quest'uomo
non s'infrange

vedendo in fondo
al tino
il volto suo

Copyright ©  riproposta  Lorenzo 6.11.06

domenica 22 maggio 2016

Rosa d'autunno / in terza rima



E' rosa novembrina delicata
boccia di fiore s'è aperta al tempo
nel freddo si conserva raffinata

e serba la bellezza nel contempo
pensiero impresso nella mia memoria
possibile che un fiore d'anzitempo

prossima aggiunta in era transitoria
possa portare specie di tal gemma
l'ho incisa di prim'ora in sommatoria

tante compagne intorno a questo stemma
sembra la nobildonna incoronata
non l'estirpare giardiniere insomma

non cogliere la rosa qui piantata
lasciala respirare nel suo tempo
intanto siamo in maggio ed è bagnata

e questa rosa è secca nel frattempo
schiacciata nel quaderno come stampo


Copyright © Lorenzo 22.5.16