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giovedì 19 marzo 2026

Preghiera a San Giuseppe

Giorno Onomastico di Giuseppina  


Preghiera a San Giuseppe
ANNO SANTO DI SAN GIUSEPPE
IL MONDO HA BISOGNO DI PADRI
«Quando si assume la responsabilità 
della vita di un altro si esercita la paternità nei suoi confronti»

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE di Papa Leone XIII
A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione,
ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio,
dopo quello della tua Santissima Sposa.
Per, quel sacro vincolo di carità,
che ti strinse all’Immacolata Vergine Maria,
Madre di Dio,
e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù,
riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno
la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue
e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia,
l’eletta prole di Gesù Cristo:
allontana da noi, o Padre amatissimo,
gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo;
assistici propizio dal cielo
in questa lotta contro il potere delle tenebre,
o nostro fortissimo protettore;
e come un tempo salvasti dalla morte
la minacciata vita del pargoletto Gesù,
così ora difendi la santa Chiesa di Dio
dalle ostili insidie e da ogni avversità;
stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio,
affinché, a tuo esempio
e mediante il tuo soccorso,
possiamo virtuosamente vivere, piamente morire
e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. AMEN.

Una Preghiera Amatissimo Padre,
Accogli benigno
l'anima Eletta della Cara Giuseppina 
che in questo giorno festeggiava sulla Terra
il suo Onomastico

19.3.2006 

Fonte Bibliografica: Chiesa parrocchiale di San Giuseppe Lavoratore sita A Cogliate nella Provincia di Monza.

domenica 8 febbraio 2026

Memoria

Cara Giuseppina 


Ricordati quando vorrai parlarmi,

io ci sarò.

Allora, ascolta la mia preghiera,

cercami e parlami.

Ma non nel linguaggio delle parole,

nella mente e con il cuore.

Nel silenzio, io Ti ascolterò.

e nel silenzio che vivo 

in ogni istante della vita,

mediterò e ricorderò tutto ciò

che hai fatto per me

nella tua esistenza terrena,

di bontà e rettitudine,

dal primo momento

che c'incontrammo.


Lorenzo 8.2.2026

martedì 27 gennaio 2026

Silenzio e Ricordi d'Olocausto, Cara Giuseppina

Giornata della Memoria


C'è un tipo di Silenzio che non è vuoto, 

ma è un rifugio; bisogna ascoltarlo per riflettere 

e non dimenticare. Sono Memorie che raccontano 

la Storia dei tempi passati e i suoi dolori,

nel giorno della Memoria d'Olocausto.

Secondo Apolonio Carvalho Nascimento, 

fonte spirituale del Movimento dei Focolari, 

ufficialmente Opera di Maria, fondato da Chiara Lubich nel 1943.  

Nato come Movimento internazionale di rinnovamento spirituale

e sociale,  mira a contribuire all'unità della famiglia umana

secondo il mandato evangelico "Che tutti siano uno" (Gv 17,21)

il silenzio può avvenire in una Preghiera, per Te Mia Carissima,

in un respiro breve o prolungato,

nel RESPIRO DEL TEMPO, ovvero, in una Poesia.  


"L'Olocausto è una pagina del libro dell'Umanità 


da cui non dovremo mai togliere 


il segnalibro della memoria." 


(Primo Levi)  


Il mondo dei balocchi ormai sommerso

nella cartella un pinocchio rotto

guarda in avanti infante in borderline

e passo dopo passo i sogni persi


ma li mantiene qui per ricordare

in cassaforte posti dopo il guado

cosa l'aspetta adesso solo spine

ed una barca posta sulla riva


con sguardo volto colmo di terrore

in mondo immerso dentro la tragedia

dei campi coltivati dalla morte


ricordi tramandati per memoria

per non dimenticare lo sterminio

anime inermi e occhi nelle fosse

 

Lorenzo 27.1.24


Riproposta quest'oggi  27.1.2026 per ricordare l'Olocausto


Primo Levi nato a Torino il 31 luglio1919, morto a Torino l'11 aprile 1987  è stato uno scrittore, chimico e partigiano italiano superstite dell'Olocausto, autore di racconti, di un romanzo, di memorie, saggi e poesie. Partigiano antifascista il 13 dicembre 1943 fu arrestato dai fascisti in Valle d'Aosta, inviato in un campo di raccolta a Fossoli e, nel febbraio 1944, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz in quanto ebreo. Scampato alla morte nel lager, tornò in Italia e si impegnò a raccontare le atrocità viste e subite dai prigionieri.

La sua opera più famosa è Se questo è un uomo, il resoconto delle proprie esperienze nell'anno vissuto nel campo di concentramento nella Polonia occupata dai nazisti: il libro è considerato un classico della letteratura mondiale. Laureato in  chimica, pubblicò il libro Il sistema periodico, una raccolta di racconti principalmente autobiografici, nel quale ogni capitolo ha il nome di un elemento chimico, che svolge un ruolo preciso all'interno della storia; anche in altre sue opere appaiono riferimenti diretti e indiretti a questa scienza.

Fonte Wikipedia 


sabato 24 gennaio 2026

Preghiera per Giuseppina

 Preghiera per Giuseppina


Salmo 130 (129): 

De profundis

Undicesimo canto delle salite


Dal profondo a te grido, o Signore;

Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti

alla voce della mia supplica.


Se consideri le colpe, Signore,

Signore, chi ti può resistere?

Ma con te è il perdono:

così avremo il tuo timore.


Io spero, Signore.

Spera l'anima mia,

attendo la sua parola.

L'anima mia è rivolta al Signore

più che le sentinelle all'aurora.


Più che le sentinelle l'aurora,

Israele attenda il Signore,

perché con il Signore è la misericordia

e grande è con lui la redenzione.

Egli redimerà Israele

da tutte le sue colpe.


Lorenzo 24.1.26



Questa Preghiera la recitava mia Sorella 

Teresa, ora abitante a Torino, ultranovantenne,

davanti alla tomba di mia Madre Melina 

Deceduta il 22 dicembre del 1956.

E' un Salmo incentrato sulla speranza nella Misericordia Divina.

Una preghiera che recitava a memoria in latino  


Salmo 130 (129): De profùndis

Undicesimo canto delle salite


De profùndis clamàvi ad te, Dòmine;

Dòmine, exàudi vocem meam.

Fiant àures tuae intendèntes

in vocem deprecatiònis meae.


Si iniquitàtes observàveris, Dòmine,

Dòmine, quis sustinèbit?

Quia apud te propitiàtio est

et propter legem tuam sustìnui te, Dòmine.


Sustìnuit ànima mea in verbo ejus,

speràvit ànima mea in Dòmino.


A custòdia matutìna usque ad noctem,

speret Ìsraël in Dòmino,

quia apud Dòminum misericòrdia,

et copiòsa apud eum redèmptio.

Et ipse rèdimet Ìsraël

ex òmnibus iniquitàtibus ejus.

venerdì 23 gennaio 2026

Vacanze a Calalzo di Cadore

Vacanze a Calalzo di Cadore


A volte Mia Cara Giuseppina

par di sentire quando mi chiamavi

Lorè ed il mio nome era troncato


e mi chiedevi molti anni addietro 

se avessi prenotato al Bellavista 

dopo la scuola per vacanze annuali


s'andava in treno sopra le montagne 

su nel Cadore solo dieci giorni

Calalzo di Cadore in bellunese


lì c'era Bruno e tutta la sua prole

faceva il cuciniere dell'albergo

aveva accanto una damigiana


di vino rosso e si faceva "un'ombra"

per dire si beveva un bel bicchiere

per ritemprar le forze da fatica


nei giorni successivi varie tappe

la prima per rispetto AVE Maria

si percorreva un piccolo sentiero 


un paio di chilometri di strada

e si trovava piccola chiesetta

chiamata Maria del Caravaggio


campeggia ancora un quadro di Maria

in mezzo a quella strada una fontana

d'acqua sorgiva fredda come il ghiaccio


sedili per sostare e riposare

per stanchi sofferenti escursionisti

piu in alto c'era via di val d'Oten 


oltre Praciadelan con altra villa

della famiglia nota e conosciuta

quanti ricordi Cara Giuseppina


ed ogni tanto la Signora Emma

ci invitava per andare in villa

a gustare arrosto e cose varie


e s'era uniti con tanta armonia

quelle vacanze quanta nostalgia


Lorenzo 23.1.26


sabato 17 gennaio 2026

Ricordi di un tempo Cara Giuseppina

 




 Piazza Grande


La chìàzza grànne


La piazza grande



Piazza grande, bianca di luce e case, 


intorno c'è la Chiesa ed un portone,


sono cent'anni, era orfanotrofio



degli orfanelli della grande guerra,


v'era mia madre giovane fanciulla,


finquando strale le lanciò Cupido,



lorquando la colpì l'amato sposo


e mutuando fuori campo il tempo,


progenie continuò d'esserci ancora.



Un monumento a grande musicista,


del melodramma artefice eccellente,


ora sepolto in cripta in Cattedrale.



ivi traslato in marzo d'anno ottanta,


da Chiesa di laguna Ospedaletto,


situata nel Sestiere di Castello.



Mattoni grigi in ampio marciapiedi


e la circondano alberi di lecci


con folta chioma ed ombra che ripara,



dal sole dell'estate assai cocente.


Piccolo bosco al centro del mio borgo,


dove al vespro si disputano uccelletti,



i primi che si svegliano al mattino,


per svolazzare in campi degli ulivi


e più vicino in fondi d'ortolani,



eppure quando piove sono ombrelli


e i contadini stanno ad aspettare


una promessa di fatica ai campi



dal comprator di ricco possidente,


per il lavoro di braccianti ad ore.


Al vespro dell'autunno per raccolta



alla distesa d'uliveti pieni


ed in estate per la mietitura


di grano di Lucania o Tavoliere.



Son uomini avviliti, spesso smunti,


in bocca un'alfa, una sigaretta


già preparata con cartina presa



nella bottega dei tabacchi e sale.


Stazionano sul prato di mattoni


in gruppi di preghiere o di lamenti



per cielo che non piove o cade male,


nel tempo che non serve alla campagna.


Ora non più i tempi dell'attesa,



per compagnia un telefonino


che squilla e chiama per miglior fortuna.


In quella piazza grande c'era un tempo,



nei giorni della festa ai nostri Santi,


un lunapark prendeva quello spazio


con macchine da scontro e baracconi



di tiro a segno un colpo ad un pacchetto


di wafer al cioccolato già gustato.


Di fronte una vetrina e mille cose



bilance bilancini e serrature,


doppiette bene in vista per la caccia,


dentro un vano per fare l'esperienza,



ed imparare l'arte del ricamo


e di cucito a giovani fanciulle


con quell'aggeggio, dopo vi racconto.



Faccio memoria di tutti gli eventi,


nostalgica visione del passato


e le vendemmie fatte alle matine



col mosto per novello a San Martino.


Mi piace ricordare il tempo andato,


il mese di novembre d'Ognissanti



i fiori e i lumi in tutti i Camposanti


ed il Cammino in Luce al Cimitero,


lungo i viali dei tumuli d'estinti,



il tempo dell'Avvento, grande evento,


l'attesa del Bambino nella Grotta,


con le vigilie fatte di digiuni,



lampade accese sui balconi in strade


e a preparar presepi nelle case,


profumi di trappeti e cartellate 



e a ritemprar pensiero in esercizio,


seduto a meditar testimonianze,


per Respiro del Tempo, la Poesia.


 

Oh, cara Piazza Grande del mio borgo,


ricordo l'esercizio ruvestino


e il magazzino di tessuti, estinto,



più in là, nel giardinetto a pochi passi,


grande negozio, un segno di famiglia,


mobili che non scordo dello zio.



E questo il tempo che mi sta più a cuore,


la casa ancor presente del mio Amore,


con la Vetrina d'una Ditta Antica



Premiata e Brevettata, Caro Nonno


Macchine da Cucire e Ricamare


Armi Pesi e Misure sopra scritto.



Artefice d'Ingegno ritornato


in vita oltre la morte, grande esempio,


Epifania d'anno trentadue.



Macchine da cucire è vera storia,


scritture che raccontano memoria. 



Lorenzo 1.7.23


Riproposta il 17.1.2026 per la Memoria di Gioventù passata dalla Cara Giuseppina 

venerdì 16 gennaio 2026

Lettera

Lettera 


"Per me il vivere è Cristo

il morire un guadagno"

(Fil 1,21)



E' un Epitaffio Cara Giuseppina

scritto nei pressi del Tuo Sepolcro

un Verbo di San Paolo ai Filippesi


sulla tomba del Professore Ottavio

è posto presso Altare in San Antonio

nella Cappella di Famiglia Nostra


c'è Mamma c'è Papà ci sono i Nonni

c'è Ottavio il Docente di Latino

che cita sulla tomba quella frase


un nuovo senso della nostra vita

in Comunione con Cristo Risorto

con il riscatto d'uomo conosciuto


da schiavitù di colpa originale

male con la speranza nella Fede

se guardi intorno vedi tanti volti


che hai conosciuto nella Vita Tua

vasti orizzonti s'aprono all'annuncio

che cita il Nostro Caro Professore


tienine conto cara Giuseppina

Ottavio m'ha insegnato ad esser uomo

ai tempi della mia adolescenza


e m'ha avviato sulla via del bene

non solo il rosa rosae della lingua

ma il senso della vera Carità


e m'introdusse nella Conferenza

Comunità di Fede nella quale 

i vincenziani chiamati al cammino


insieme verso unione dell'amore 

con Cristo Vivente per il servizio

in casa di fratelli bisognosi


San Vincenzo de Paoli di Carità 

fece la sua missione come Cristo, 

uomini eguali e giustizia sociale


Ottavio un laico santo s'impegnava 

per santa comunione col Prossimo

ci si riuniva in quel del seminario 


coi beni materiali in settimana

effluvio della vita che s'emana

per un sostentamento salutare


Guardati intorno i volti conosciuti

di cui continuerò a raccontare 

Nicola assieme a consorte Francesca


nostri parenti prossimi a famiglia

della mia mamma la Cara Melina

che sulla terra portò la sua Croce


adesso Tu sei volata nel vento 

goditi ora in cielo il firmamento 


Lorenzo 16.1.26

giovedì 8 gennaio 2026

Diario di un Amore

Diario di un Amore


Alla Befana le feste van via

m'hanno donato un piccolo diario

un dono per raccchiudere segreti


il tronco in fili di color marrone

mentre la chioma ha fili intrecciati

color azzurro mare con i frutti


è il nostro diario Cara Giuseppina

per raccontare a tutti Nostra Storia

lavoro fatto da un'amica cara


della famiglia nostra e d'Angelina

ed una stella come segnalibro

un astro sorridente d'ambo i lati


Cara Tu sei la stella illuminante

e cominciando a stendere il trattato

inizio a raccontare nostra storia


che s'intrecciò un giorno di un'estate

assieme alla tua vita nell'intento

nel mare conosciuto tanto amato


e cominciò il nostro stare insieme

dapprima in un teatro lì sul mare

nella commedia di un noto attore


le mie mani trovarono le tue

adesso quelle mie son di ghiaccio

c'è freddo in stagione dell'inverno


non trovo più le tue in mie mani

vivo adesso nella casa vacante

dell'affetto e della tua presenza


del tuo sorriso e del tuo calore

ormai nel vuoto vivo il mio dolore


Lorenzo 8.1.26


lunedì 5 gennaio 2026

Speranza e Coraggio

 Speranza e Coraggio 



Un Orizzonte quello che racconto 

nel prologo di pagina descritta

ben ricordi di Husserliana memoria


quando condividesti la mia scelta

di continuare a leggere sui libri

seppur con la famiglia già formata


evolvendo gli spazi temporali

nel tempo e nello spazio all'Infinito

fino a toccare il Trascendentale


che l'Anima Tua Bella ha già raggiunto

per goderti il Volto del Risorto

un Augurio Pasquale che tu vivi


secondo auspicio d'Eccellenza Santo

a chi sceglie di "Amare" c'è la Vita

di quella vera c'è la Vita Eterna


e continuando il discorso in corso

intimo e muto e giammai immutato

mia Cara Giuseppina non mi sbaglio


si manifesta forza che trasforma

carica di speranza e di coraggio

di chi si dona totalmente agli altri


nelle difficoltà lungo la via

cardine in cima la Risurrezione

ove l'Amore vince l'egoismo


e Tu m'inviti con il Tuo Sorriso

a vivere per quella che mi resta

con solitudine e un po' di sollievo


la nuova vita per la pace interna

ci sei Tu in Gloria Eterna e Vera

a superar le prove con speranza


il tuo sorriso senza la parola

parla col Tuo Sguardo senza verbi

e m'indichi la strada del coraggio


e la scandisci sillabando il tempo

quello vissuto insieme per "amare"

il prossimo tuo come te stesso


per la Famiglia e Tua Madre al centro

 i figlioli che Provvidenza ha dato

e poi Mamma Lucia e poi ancora


Tu per gli alunni della scuola al borgo

io per quelli in Società Complessa

di educazione e affetto bisognosi


chi vuol capir capisca il mio intento

per anni ho educato come sai

alunni ad imparare ad imparare


uno di questi viene sempre ancora

nelle feste "del Verbo fatto Carne"

faccio il suo nome il caro Giuseppe


e la pietra che s'apre del Sepolcro

diventi il tempo del mio tempo il fulcro


Lorenzo 5.11.26




venerdì 2 gennaio 2026

Amare

 Amare


"... di fronte 

a chi decide di "amare",

non c'è morte che tenga,

non c'è tomba che chiuda"


            (don Tonino Bello)


Dare tempo al tempo Cara Giusi

mi suggerisce Amico a Capodanno

il pensiero d'un grande pensatore


un drammaturgo dell'antica Roma 

ci manca il gusto di gustare il Tempo

è quello del Respiro di poesia


Tu dammi tempo al tempo Giuseppina

vedrai c'he uniremo i nostri tempi

per ora m'hai donato il tuo Respiro


che si è fermato il mese di novembre

l'infausto diciannove che non scordo

quando t'allontanasti per la Gloria


ma di fronte a chi dice di "amare"

non c'è morte che tenga c'è la Vita

di quella Vera Imperitura Eterna


non c'è tomba che chiuda Tua Memoria

e quell'Urna ne è Testimonianza

giù nella Cripta a fianco dell'Altare


l'altra mattina verso mezzogiorno 

accanto al simulacro sorridente

sono rimasto solo ma sicuro


che m'eri accanto e m'incoraggiavi

io sto con Te non te lo scordare

è stato un anno di speranze alterne


eri con me con la tua presenza

m'eri vicino e mi consolavi

ci parlavamo mentre t'ascoltavo 


seppur seduta fronte alla cucina

e quei Conventi t'han donato gioia

con quelle suore e frati benedetti


adesso sopravvivo alla sventura

e questo tempo sia il tuo ricordo

nell'attesa d'essere al tuo fianco


ti cerco con le mani non ti trovo

pur di star lontano dall'angoscia

mi manchi tanto Cara Giuseppina


ma so che sei vicina nella notte

e aspetto che la pietra mi racconti

le Tue Virtù e la Tua Bontà


il Dono che Tu hai fatto alla Famiglia

e non soltanto anche ai tuoi alunni

a te affidati assieme ai tuoi colleghi


quante incombenze m'aspettano ancora

d'essere fatte con filosofia

che la burocrazia ahimè m'impone


è proprio vero morte spezza i sogni

e le speranze ai nostri bisogni


Lorenzo 2.1.26 

mercoledì 24 dicembre 2025

A Giuseppina

A Giuseppina


Era d'estate

mare che tanto amavi

grande rimpianto


Lorenzo 24.12.25

martedì 23 dicembre 2025

Anime Elette

 Anime Elette


Anime elette al Cielo e Benedette

in Memoria dal popolo di Dio

Voi siete accanto e mi consolate


ho preparato questo Vostro Altare

nella cucina accanto ai Vostri Cari

vi parlavate in un luogo caro

 

quando neì di di festa tutti assieme 

intorno al desco eravamo uniti

Voi siete ormai nella Vita vera


nella Pace ch'avete Voi Beate

dopo tribolazioni in questa terra

ma tutte quante avete dato il segno


vostra presenza e premonizione

Lenuccia Cara tu sei stata prima

a darmi il segno al tuo passaggio al Cielo


le ore sei e dieci in quel mattino

afoso a dire poco era a luglio

erano le tre e Tua Diletta Figlia


dopo le notti e i giorni già vissuti

per consolarti e per benedirti

in ogni istante non abbandonarti


Anima di buona volontà si offrì

ti disse va un po' a riposarti

rimango io stanotte con Lenuccia


Giusi ti venne accanto in piena notte

starti vicino all'ultimo tuo fiato

che avvenne in quell'istante che t'ho detto


ed io intanto m'ero allontanato 

con la promessa d'esserti vicino

e a quell'ora ch'innanzi t'ho accennato


col tuo Spirito  mi lasciasti il segno

un colpo tutto a un tratto cadde in terra

il borsellino con gli attrezzi tutti


delle faccende tutte mattiniere

sapone per la barba per il viso 

e del quant'altro tutto l'occorrente 


d'igiene personale mattutina

rimasi sconcertato e pensieroso

eppure era ben saldo nel suo posto


il borsello con tutto il necessario

pensai senza timore non mi sbaglio

Lenuccia è già passata Oltre la vita


ed infatti mi diede la conferma 

la Tua Figliola Benedetta Figlia

che ora t'ha raggiunta in Paradiso


ero tranquillo nella mia coscienza

per tempo prima il Caro Don Vincenzo

con premura t'offri Conciliazione


dico la verità m'ha dato un segno 

l'Amata Giuseppina mia consorte

di tenerezza e di cambiamenti


mi ha recuperato l'Essenziale

un equilibrio pur restando solo 

per dire io ti sono sempre accanto


la Cara Giuseppina ben ricordi

Lei preparava tutte le pietanze 

il pranzo di Vigilia di Natale


del Venticinque e giorno successivo

Il Santo primo martire onorato

Stefano protomartire dei cristiani


Il pranzo di Vigilia tutto un rito

pettole fritte vuote o con acciughe

le rape lesse oppure le stufate


assieme a Bina ed i nipoti in festa

i panzerotti dischiusi in padella

con massa fatta in casa in olio d'evo


un pomodoro intorno latticini

alici nell'aceto o capitone

rosto sul fuoco con foglie d'alloro


infine si tagliava il panettone

e poi la tombolata per il gioco

per premi su cartelle numerate


ma prima tutt'intorno ad un presepio

per fare Avvento di Gesù Bambino

coi canti del Natale al Bambinello


Germoglio di Iesse e Luce del mondo

Verbo incarnato e l'Emmanuele

il Salvatore atteso e Re di Gloria


Astro nascente per salvezza d'uomo

ch'è nato peccatore a creazione 

quanti ricordi Cara Giuseppina


e con Lucia quante chiaccherate

parlava in maniera indefinita 

Lucì dimmi il soggetto l'ammoniva 


Mamma Lenuccia sempre sorridente

con i suoi anni sempre s'abbelliva

per apparire bella come sempre


il giorno del Natale con Francesca 

compito tuo era pasta al forno

di quella preparata in mattinata

 

mentr'io fuori a preparare al fuoco

salsiccia di cavallo ed agnellino  

con Raffaele che ospitava in casa


s'andava in dimora di Francesca

ormai Mamma Lenuccia  con Lucia

erano nell'Aldilà oltre la vita 


e s'era uniti a tutta la Famiglia

in armonia quanta nostalgia


Lorenzo 23.12.25


lunedì 22 dicembre 2025

A Mia Madre

 A Mia Madre 


E' scritta nel tuo sguardo la mia storia

incanto di nostalgico dolore

e tu m'amasti sempre e m'ami ancora

sento le tue carezze calde e madri


ma per goderti il fato m'ha negato

il tempo dei tuoi baci appassionati

un soffio non durò l'esserci insieme

così io vivo dentro gli occhi tuoi


l'onirica presenza che accarezza

ti guardo e tu mi guardi nella notte

e corro fino a te dove tu sai


e penetrarmi sento quello sguardo

calore che s'infrange nel mio sangue

scheggia nel cuore d'ultimo respiro


Lorenzo 10.5.010


Riproposta nel giorno anniversario 

del suo transito alla Vita Eterna

il 22 Dicembre 1956


Lorenzo 22.12.25


Nell'ottobre del 2010 partecipai 

ad un premio letterario presso l'Associazione 

Dante Alighieri di Padova e fu scritta, 

riguardo a questo sonetto, la seguente 

critica letteraria:


Tutta la vivezza lirica di questi versi

 

è nelle sfumature e nelle dolcezze filiali,

 

fatte presenti e preziose e indimenticabili;

 

è nel dolore del Poeta, affidato più al

 

silenzio allusivo e colmo di rimpianto,

 

che alle parole:

 

una confessione muta, una trattenuta,

 

ma ugualmente "cantata" commozione.

 

 Il Presidente dell'Associazione

 

Piergiorgio Boscariol

 

Padova, 28.10.2010



domenica 21 dicembre 2025

Memoria dei Miei Genitori

Memoria dei miei Genitori Melina e Francesco     


Fu donna d'animo nobile e delicato


amò teneramente il suo marito e i 


suoi tre figli, con cui condivise le poche 


gioie e le molte sofferenze della vita


e della sua lunga malattia. Cosciente 


di aver compiuto bene la sua missione


di sposa e di madre cristiana, attese 


la morte, come termine ai suoi dolori


e premio alle sue virtù.


* 22.1.1916  + 22.12.1956


E nell'ottantadue passa il padre,


nel sogno m'indicò la via da fare.


L'elogio più grande fu tutta la sua vita,


di umiltà, di semplicità, di fede, di 


dovere compiuto sommessamente, quasi


segretamente.


* 27.9.1911 - + 21.12.1982              


Riproposta In ricordo dei Miei Genitori

nell'anniversario del loro passaggio 

alla Vita Eterna.


Lorenzo 21.12.2025


venerdì 19 dicembre 2025

Trigesimo

Trigesimo


Ci ritroviamo

nella nostra Preghiera

Tua Memoria


Lorenzo 19.12.25

domenica 14 dicembre 2025

Elogio a Giuseppina

Elogio a Giuseppina 


Elogio a Giuseppina 


Hai donato la Tua Vita 

per amore della famiglia

*22-08-1943   +19-11-2025


Ed ora vi racconto la sua storia

prima che raggiungesse la sua croce

dono che Giuseppina santa donna


ha fatto in anni nella sua dimora

in questa casa allora condivisa

Mamma Lenuccia ad un anno circa


venne con noi a vivere i suoi giorni

Lei era sola e a farle compagnia

Giusi Maria con lo sposo suo


ed i suoi figli che la provvidenza

donò a noi in generazione

fra casa e scuola passa la sua vita


usciva per andare al borgo antico

al Seminario presso San Francesco

qui il Santo Venerdì di ogni anno


si canta l'inno alla Desolata

ordunque coi colleghi tutti uniti

spiegava abbecedario a quei fanciulli


e fare i conticini con tabelle

chi vuol capir capisca ciò che intendo

il borgo antico a tutti conosciuto


per lo svantaggio socio culturale

quindi il ritorno a casa con la Mamma

per le faccende che lei ivi attuava


e giorno dopo giorno per vent'anni

il tempo della vita di Lenuccia

ad anni novantuno spense il cuore


ma un ricordo m'è rimasto impresso

qui disse a tutti sono stata bene

lasciando il detto come testamento


e Mario raggiungeva in altra Vita

in anni conseguenti tutti estinti

sequela di dolore Giuseppina


gli anni tuoi fermi a ottantadue

con più dolori e le poche gioie

che Provvidenza ha donato a noi


eri una stella al tempo quarantatre

un anno della guerra la seconda

il tempo s'è fermato a questa Croce 


ora sei lì Tu sei nel Paradiso

e godi il Santo Volto del Risorto

s'è ricomposta tutta la Famiglia


genitori con la progenie unita

in più Mafalda origine friulana

immagine che serbo nel soggiorno


e tu piccina col fiocchetto in testa

con i Tuoi Cari che ti fanno festa


Lorenzo 14.12.25

sabato 13 dicembre 2025

Santa Lucia

Santa Lucia


Mamma Lucia

accanto a Giuseppina 

e tutti i Cari 


Lorenzo 13.12.25


Per la Storia Mamma Lucia è stata la mia seconda Mamma in tutti i sensi; rimasi orfano di Mamma Melina nel 1956 a nove anni di età e dopo tre anni mio padre Francesco si risposò con Lucia Colasanto di Terlizzi figlia di Michele Colasanto e Luigia De Chirico. E' stata per me una madre amorevole e mi ha amato come un figlio naturale. Ho ricambiato il suo Amore per me fino alla fine dei suoi giorni terreni, andando a casa tutti i giorni a trovarla  fino alla sua dipartita nel 2017 a 96 anni. E' sepolta nel Cimitero di Bitonto nella parte esterna della Confraternita di S. Antonio da Padova. In vita fino a quando ha potuto ha recitato con me il Santo Rosario tutti i giorni ed era d'obbligo per dovere di figlio ospitarla ogni domenica al pranzo domenicale. Questo il sunto breve di quello che è stata per me Mamma Lucia.


venerdì 12 dicembre 2025

Il Volto di Giuseppina

  

Memoria


Immagine paziente ma sicura,

si nota una mitezza nel tuo Volto,

una madre piegata a tenerezza,


d'una ferma virtù giunta a mestizia,

tenera e forte come una preghiera

che adesso ti rivolgo e ti dispiego.


Il tuo sguardo sembra interrogare

chi si specchia nei limpidi tuoi occhi,

nella serenità che t'appartiene,


ti avvolge tutta e sei nell'Infinito,

l'hai raggiunto forgiata nel crogiolo,

come un gioiello splendido dell'oro


dell'esistenza pura e generosa.

Ora sostieni noi che qui piangiamo,

innamorati della tua presenza.


Sei qui con noi, accanto e risplendente,

avvolta nella Luce che ci attende.


Lorenzo 10.12.22 

Il Volto è il titolo originale di una poesia scritta tre anni fa, una preghiera che qui e ora rivolgo a Giuseppina, in questo momento di dolore, consapevole che è lo specchio di un ritratto adatto a ciò che è avvenuto il 19 novembre 2025, con la sua nascita alla Vita Eterna.



giovedì 11 dicembre 2025

Aspettando Natale senza Te

Dimora Senza Te 

Dimora di preghiera e di speranza
di quell'angoscia che mi stringe il cuore
condivisione della sofferenza
consolazione e singolare attesa


Non siamo solitari nel dolore
necessità ch'incombe in nostra vita
inonda in tutti la tua grande luce
concedi amore con liberazione

 

Tu salvi i cuori affranti degli oranti
compatimento d'Essere supremo
sopporti e soffri solo per amore


d'umana dignità tu ti rivesti
giustificando il dono di te stesso
noi sordi prolunghiamo il tradimento

 

[Endecasillabi in versi sciolti]

Lorenzo 11.12.2025

 

domenica 7 dicembre 2025

Messaggio d'Amore a Giuseppina

Il Crocifisso che mi regalò Tua Madre campeggia il comodino.

In illo tempore era posizionato nella camera da letto dei tuoi Genitori.


Intanto stamattina ti ho sognata

ore sette tempo di caffèlatte

accanto a me eri Tu seduta


in un giardino sopra la panchina

nei pressi della casa ch'abitavo

coi genitori Melina e Ciccillo


ti fanno compagnia al Camposanto 

coabitate nella Pace Eterna

ci sono i nonni e c'è anche Ottavio 


col suo messaggio carico di Fede

morire per l'Eterno è un guadagno

al piano superiore  Caterina


la cara mia sorella Mia Gemella

e all'esterno c'è Mamma Lucia 

e Tu t'alzavi e t'avvicinavi


a una Signora anche Lei Lucia

che lavorava ai tempi nell'azienda

del caro tuo fratello Salvatore


memoria mi sostiene al lungo tempo

tanto lavoro ha dato nei suoi tempi

Ella diceva cara so già tutto 


ho aperto gli occhi erano le nove

veloce scorre il tempo a cose buone

due ore è stato il sogno ch'è durato


l'onirica presenza nel subconscio

e poi tornando a realtà crudele 

io sono qui e Tu nell'aldilà


dove tu godi abbraccio dell'Eterno

io vivo il ricordo sempiterno


Lorenzo 7.12.25