
Anime elette al Cielo e Benedette
in Memoria dal popolo di Dio
Voi siete accanto e mi consolate
ho preparato questo Vostro Altare
nella cucina accanto ai Vostri Cari
vi parlavate in un luogo caro
quando neì di di festa tutti assieme
intorno al desco eravamo uniti
Voi siete ormai nella Vita vera
nella Pace ch'avete Voi Beate
dopo tribolazioni in questa terra
ma tutte quante avete dato il segno
vostra presenza e premonizione
Lenuccia Cara tu sei stata prima
a darmi il segno al tuo passaggio al Cielo
le ore sei e dieci in quel mattino
afoso a dire poco era a luglio
erano le tre e Tua Diletta Figlia
dopo le notti e i giorni già vissuti
per consolarti e per benedirti
in ogni istante non abbandonarti
Anima di buona volontà si offrì
ti disse va un po' a riposarti
rimango io stanotte con Lenuccia
Giusi ti venne accanto in piena notte
starti vicino all'ultimo tuo fiato
che avvenne in quell'istante che t'ho detto
ed io intanto m'ero allontanato
con la promessa d'esserti vicino
e a quell'ora ch'innanzi t'ho accennato
col tuo Spirito mi lasciasti il segno
un colpo tutto a un tratto cadde in terra
il borsellino con gli attrezzi tutti
delle faccende tutte mattiniere
sapone per la barba per il viso
e del quant'altro tutto l'occorrente
d'igiene personale mattutina
rimasi sconcertato e pensieroso
eppure era ben saldo nel suo posto
il borsello con tutto il necessario
pensai senza timore non mi sbaglio
Lenuccia è già passata Oltre la vita
ed infatti mi diede la conferma
la Tua Figliola Benedetta Figlia
che ora t'ha raggiunta in Paradiso
ero tranquillo nella mia coscienza
per tempo prima il Caro Don Vincenzo
con premura t'offri Conciliazione
dico la verità m'ha dato un segno
l'Amata Giuseppina mia consorte
di tenerezza e di cambiamenti
mi ha recuperato l'Essenziale
un equilibrio pur restando solo
per dire io ti sono sempre accanto
la Cara Giuseppina ben ricordi
Lei preparava tutte le pietanze
il pranzo di Vigilia di Natale
del Venticinque e giorno successivo
Il Santo primo martire onorato
Stefano protomartire dei cristiani
Il pranzo di Vigilia tutto un rito
pettole fritte vuote o con acciughe
le rape lesse oppure le stufate
assieme a Bina ed i nipoti in festa
i panzerotti dischiusi in padella
con massa fatta in casa in olio d'evo
un pomodoro intorno latticini
alici nell'aceto o capitone
rosto sul fuoco con foglie d'alloro
infine si tagliava il panettone
e poi la tombolata per il gioco
per premi su cartelle numerate
ma prima tutt'intorno ad un presepio
per fare Avvento di Gesù Bambino
coi canti del Natale al Bambinello
Germoglio di Iesse e Luce del mondo
Verbo incarnato e l'Emmanuele
il Salvatore atteso e Re di Gloria
Astro nascente per salvezza d'uomo
ch'è nato peccatore a creazione
quanti ricordi Cara Giuseppina
e con Lucia quante chiaccherate
parlava in maniera indefinita
Lucì dimmi il soggetto l'ammoniva
Mamma Lenuccia sempre sorridente
con i suoi anni sempre s'abbelliva
per apparire bella come sempre
il giorno del Natale con Francesca
compito tuo era pasta al forno
di quella preparata in mattinata
mentr'io fuori a preparare al fuoco
salsiccia di cavallo ed agnellino
con Raffaele che ospitava in casa
s'andava in dimora di Francesca
ormai Mamma Lenuccia con Lucia
erano nell'Aldilà oltre la vita
e s'era uniti a tutta la Famiglia
in armonia quanta nostalgia
Lorenzo 23.12.25

Nessun commento:
Posta un commento