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mercoledì 7 dicembre 2016

In vetro [in terza rima]

schiocca calabrese di fichi secchi _ fonte wikipedia


Promessa mantenuta al tempo giusto
d'accomodare in vetro i dolci frutti
al sole dell'estate per il gusto

sull'albero e nei canestri asciutti
schiacciati in giunchi piani fra le dita
per rendere gustosi i semi tutti

una bontà di dolce custodita
rimessi in fila nella teglia in forno
foglia d'alloro in mezzo garantita

come un trionfo per gli eroi d'un giorno
e lentamente a crogiolare al fuoco
caramellati poi al vapoforno

nulla è compiuto ancora e pressappoco
imprigionati in trappola di vetro
a strati e in mezzo nel mieloso gioco

si pone una nocciola cotta indietro
in precedente intingolo nel forno
sembra un bouquet d'aroma e qualcos'altro

con pezzi di fondente tutt'intorno
so che vi giunge un piccolo riflesso
qui ora nel palato e nel contorno

d'assaporare il liquoroso adesso
intingolo di fichi saporiti
e prima di coprire con successo

s'innaffia i frutti in nettare di viti
del più pregiato secco aperitivo
fichi congiunti a miele e poi serviti

quando s'aprono in giorno vocativo
per onorare gli antenati estinti
e ancora il dì natale successivo

sembrano messi in riga e poi dipinti
in fregi decorati e variopinti


Copyright © Lorenzo 7.12.16

venerdì 25 novembre 2016

/ Ignaro commensale ]

La raccolta delle olive


Cosa conosce ignoto della strada
della fatica immensa sopportata
dai contadini intenti alla raccolta

s'alzano in fretta per scaldare il giorno
per riempire i sacchi delle olive
rimesse a mani nude e infreddolite

gli spasimi nell'anno sopportati
per rimandare indietro quei malanni
insidie grandi tramano le drupe

appese ancora a lance verdeggianti
se vincono i batteri cambia il gusto
muta il sapore in frutto delicato

eppur l'ignaro non conosce il danno
che reca a ricompensa dell'annata
cosa ne sa il commensale ignaro

di scale a pioli o sacchi da comporre
di uomini che scalano le chiome
di donne intente a rovistar le zolle

in terra chine a rompere la schiena
nulla va perso di quei dolci frutti
e ritornare a sera fra le mura

cosa ne sa il commensale ignaro
dell'opera disposta e sopportata
per ricavare l'olio per l'annata


Copyright © Lorenzo 15.10.11

venerdì 17 aprile 2015

Raccolta / in terza rima

 © foto antica stampa

La cenere nasconde la ricchezza
la certezza d'antichi contadini
nei campi invasi da riservatezza

si raccoglieva l'oro certosini
tanto ad un tratto il fuoco s'accendeva
fasci di frasche verdi dei giardini

così nel denso fumo si bruciava
sotto le braci delle drupe un pugno
per riscaldar le membra se bastava

d'uomini spenti da lavoro pregno
qual araba fenice nel risveglio
nuovo vigore dal calor del legno

aspra fatica in campi nel travaglio
poteva continuare sempre al meglio


Copyright ©  Lorenzo 17.4.15

giovedì 5 gennaio 2012

Raccolta




La cenere nasconde la ricchezza
d'antichi contadini la certezza
nei campi invasi dalla nebbiolina
si raccoglieva l'oro di stagione

tanto ad un tratto il fuoco s'accendeva
fasci di frasche verdi degli ulivi
bruciavano così nel denso fumo
sotto le braci delle drupe un pugno

per riscaldar le membra infreddolite
d'uomini spenti da travaglio duro
qual araba fenice risvegliava

nuovo vigore dal calor del fuoco
aspra fatica in campi degli ulivi
poteva continuare nell'incanto


[Endecasillabi in versi sciolti]


Copyright © riproposta Lorenzo 16.1.09