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lunedì 25 settembre 2023

Sei con noi, sempre.

 Sei con noi, sempre !


“Non piangete la mia assenza, 

sentitemi vicino e parlatemi ancora. 

Io vi amerò dal cielo come vi ho amati sulla terra.”


Sant'Agostino


Le note allegre d'interrogazione

lorquando si portavano a lavagna,

gli alunni tuoi a invito rallegrante


e li invitavi alla dimostrazione,

tu iniziavi in detto d'allegria,

fondendo la fiducia a superare


l'angoscia di fallire quel quesito

e d'amore cantavi la canzone,

"parlami d'amore Mariù" dicevi.


Amore era per te il tuo lavoro,

di formule, equazioni e teoremi 

e ai numeri apparivano le note


di pentagrammi in auge nel sessanta.

Amavi il tuo lavoro per portare

come dicevi "il pane alla famiglia",


non quello azzimo, ma quello dolce,

profumo del mandorlo a primavera,

una delle metafore che amavi,


capendo, infine, il senso di parole.

E mentre si cantava, la notizia

di tua mancanza a vita sulla terra


per riposare in Vita oltre la morte,

quel giorno che giammai dimentichiamo

novantaquattro il ventisei d'aprile,


ci manca la risata e il suo vocione,

gli sguardi che davano sicurezza,

sapeva tutto e rispondeva a tutto.


Ed era martedì quel giorno triste,

un'ora d'intervallo a second'ora

e non rientrasti più tra i tuoi alunni.


Il volto col sorriso, il tuo esserci,

sono insieme sempre per non perderci.


Lorenzo 25. 9. 23


Dedicata al Professore Michele dai suoi discepoli d'un tempo.

sabato 16 settembre 2023

La bella 'mbriana

La bella 'mbriana


 "La tradizione narra di una 

principessa napoletana

dalla bellezza leggendaria,

abbandonata prima di andare all'altare

e che per il dolore iniziò a vagare 

senza meta tra le strade di Napoli,

in abito nuziale. [...] Ecco perchè si dice

che porta fortuna nelle case.

E' la bella 'mbriana che diffonde il bene 

girovagando fra le mura domestiche

sotto forma di una lucertolina."


Valentino Losito, ZITTI ZITTI, PIANO PIANO

Storie, personaggi, musiche e leggende della Controra

SECOP edizioni, 2022 pag. 214-215



Fortuna e buona spinta data in sorte

dice il proverbio detto in volgar modo

si manifesta dietro tende mosse


dal vento nelle ore di controra

la bella'Mbriana che diffonde il bene

girovagando tra le mura amiche


oppure tra pareti di campagna

poste dai contadini per confine

macchiate dai licheni orme del tempo


e sottoforma di lucertolina 

lo spirito di casa e dei poderi

dolce angelo al vecchio focolare


appare a meridiana alla controra

obbligo per fanciulli di dormire

parla il silenzio di penombra stanza


e guai a chi non dorme dice il padre

quando in strada impazza il caldo afoso

magia e mistero intrecciano il suo fare


in angoli nascosti si ripone

uscendo solamente qualche istante

controlla consigliando gli abitanti


aggiungi un posto in tavola con sedia

se l'ospite d'onore si presenta

porta serenità spirito buono


tre spiriti vocati nell'inverno

quando i racconti detti intorno al fuoco

propiziano il riposo della notte


il monaciello 'mbriana e la janara

davano il sonno fino all'alba chiara


Lorenzo 16.9.23

venerdì 23 dicembre 2022

Per i Caduti nella Grande Guerra !!

Per i Caduti nella Grande Guerra !!


In Memoria di Nonno Emanuele !!


* 24 maggio 1879


+ 26 settembre 1917


Albo d'Onore per il Nostro Eroe,

ascritto negli annali dei Caduti

che per la Patria hanno dato vita,

Emmanuele, verbo che Isaia


fa comparire nelle profezie.

Ora è sepolto, Onore di progenie,

nel Cimitero al centro dell'entrata,

un Viale di Memoria degli Eroi.


Ricordo la sua immagine austera,

ritto, in divisa di rappresentanza,

giovane vita tolta ai figli suoi,


infanti allora ed ora in Comunione

assieme alla Consorte e loro Madre,

Educatrice a Preci del Signore.


Lorenzo 23.12.22


sabato 10 dicembre 2022

Il Volto

 

Memoria


Immagine paziente ma sicura,

si nota una mitezza nel tuo Volto,

una madre piegata a tenerezza,


d'una ferma virtù giunta a mestizia,

tenera e forte come una preghiera

che adesso ti rivolgo e ti dispiego.


Il tuo sguardo sembra interrogare

chi si specchia nei limpidi tuoi occhi,

nella serenità che t'appartiene,


ti avvolge tutta e sei nell'Infinito,

l'hai raggiunto forgiata nel crogiolo,

come un gioiello splendido dell'oro


dell'esistenza pura e generosa.

Ora sostieni noi che qui piangiamo,

innamorati della tua presenza.


Sei qui con noi, accanto e risplendente,

avvolta nella Luce che ci attende.


Lorenzo 10.12.22


venerdì 10 giugno 2022

Paesaggio

 Paesaggio di F. Speranza

Un verde tiglio

s'innalza su marina

la luna al vespro


profumo nel giardino

un muro a protezione


Lorenzo 10.6.22

domenica 5 giugno 2022

Piazzetta

 Piazzetta  F. Speranza


Una fontana fresca d'acquedotto,

le giovinette in fila ad aspettare

il proprio turno a riempire brocca


dell'acqua di sorgente proveniente

da fonte  assai lontana a nostra terra,

saluta il bimbo accanto alla sua mamma,


invoca i suoi coevi per giocare.

Ricordo quella piazza, una Vigilia

e mi condusse seco Crocifissa,


in casa degli amici conoscenti

a celebrare nascita al presepe,

il bambinello posto in mangiatoia,


con le preghiere e i canti di poesia.

Ero fanciullo allora e ben ricordo

l'evento che m'addusse a conoscenza


di quella piazza scosta alla mia vista.

Porta la giovinetta in quella via

una brocchetta vuota da riempire,


in fondo un altro forno, pochi ancora

a dir la verità, ne son rimasti, 

per pane cucinato con l'ulivo.


Forno di S. Giovanni, ora ricordo

il nome, per fortuna, più non scordo.


Lorenzo 5.6.22

domenica 29 maggio 2022

Piazza

Piazza


La Piazza che s'accende nella festa

la macchina del tempo illuminata,

è l'arco di trionfo per i Santi


ed i Misteri, Culla e il Legno Santo, 

assieme a Desolata in Cattedrale

e a Vergine Maria del Suffragio,


mentre la torre fa la guardia austera

e in sottofondo chiesa e piazza grande.

Indietro al tempo io ricordo un mondo,


baracche per sostegno di famiglie,

si lavorave da mattina a sera

per fare castagnacci e zuccherini, 


le due marie al tempo crocifisse, 

pazienti dietro il banco a richiamare

i bimbi golosetti a poche lire,


il soldo di quell'epoca felice.

Una fontana d'acquedotto in vista

ed un balcone ad arringare folla


e Chiesa a destra con la scalinata.

E quella piazza a sera si riempiva

di umili braccianti per cercare


per dì appresso il lavoro ai campi

dei soliti padroni dei casati

a costellare il centro coi palazzi,


nel cerchio delle strade a pochi metri.

E quella porta conta la sua storia,

di mura in cerchio poste a protezione


d'un borgo sotto il Manto di Maria

che ora è posta in cima a quella soglia,

disposta a sentinella di marina,


quando a vista s'apriva solo un sito

e i campi di cocevole disposte

attorno ad un convento silenzioso,


Padri locati in isola felice.

Mille le storie ancora a ricordare,

un obbligato accesso al centro antico


di giovani disposti ad imparare

verso il ponte sovrastante lama,

adesso regno d'avidi cinghiali.


Passaggio, infine, a lacrimati viaggi 

con sosta a cinque croci in altra piazza, 

verso il Campo eterno degli Eroi,


disposto a nord del cerchio chiuso a noi, 

tangente ai campi d'uliveti e vigne,

verso la murgia, quiete per i  Conti.


Famiglie unite al fuoco dei camini

ed i balconi accesi coi lumini.


Lorenzo 29.5.22

martedì 15 febbraio 2022

La Foto del Reale

 La Foto del Reale


Un grande uomo un tempo assai lontano

descrisse la figura del mio borgo

così spiegando l'anima del luogo


e della gente in piazza, le faccende.

Racchiuso in un triangolo, dal mare

di levante al colle di ponente,


chiuso in frammento in piana degli ulivi

di drupe generoso all'altopiano. 

Quello che importa ora ve lo spiego,


lo spirito presente di bilancia

non può pesare limiti e valori

nel segno d'equità e distinzione


vere compagne, giustizia e realtà

e nel percorso in buona compagnia

di sogni, ora al tramonto fuggon via.


Categoriale e precategoriale, dichiarati

ricordi in questo giorno, ridonati.


Lorenzo 15.2.22

giovedì 10 febbraio 2022

Pietre e Fiori

 Pietre e Fiori


Sono pietre che il tempo ha modellato

al passaggio del vento e d'intemperie

degli elementi ha lasciato tracce

e sembrano scolpite dai licheni.


Tra tanta aridità c'è da stupirsi

d'una pianta presente alla sua vista,

son bacche rosse e verdi chiuse a riccio

vestite delle foglie verdeggianti,


e sullo sfondo s'apre un antro scuro.

Chissà cosa si cela in quella grotta,

vite in letargo passate davanti,


a popolar la murgia solitaria.

Quei fiori destinati ad un sposa,

ghirlanda da comporre sul suo velo.


Lorenzo 10.2.22

giovedì 3 febbraio 2022

Rifugio

 Rifugio


Rifugio per la notte buia e ombrosa,

d'un ospite smarrito nella murgia,

una calandra dalle macchie nere


sfugge così all'umida pietraia,

tra il rame e il ferro della gotta amica,

specie protetta negli spazi aperti.


Signora del suo campo d'elezione

grano e legumi il piatto preferito,

in primavera invece degli insetti


fa incetta che stazionano nei campi.

Pare una goccia d'acqua di traverso

a far da guardia a quel pertugio buio


c'è pecorella anch'essa divenuta

la sentinella della pietra antica,

posta a difesa lì di quel rifugio.


In mezzo alla pietraia un finocchietto

a profumar la selva rusticana

d'odore dolceamaro ad impregnare


olive saporite poste in bagno

con lo speziato alloro suo compagno.


3.2.22

venerdì 21 gennaio 2022

Osservazione

 Osservazione


Simile foglia ad un mano aperta

zingara ch'indovina il tuo destino,

robusto intreccio tra le fronde tue


tra albero maestro e vital linfa.

Nella terza stagione a testimone

continua la tua vita già matura,


un frutto lì lasciato a ricordare

la tua bellezza in murgia, l'altopiano

nei pressi d'una grotta misteriosa.


Esprimi il verbo tuo, ossevatore

zelante passeggero, primo attore.



Lorenzo  21.1.22

mercoledì 12 gennaio 2022

Foglia di Fico

Foglia di Fico


Quest'oggi disadorna di quel frutto

dolce al palato d'estate succulento,

se l'apri appare un fiore colorato


il rosso di regina in regia corte

oppure rosa dama in compagnia,

un fico secco per stagione fredda.


La tradizione infatti ci racconta,

viene abbronzato al sole dell'estate

bruciato quasi ai raggi di controra,


poi cotto in forno a mandorle tostate

che fanno un bel ripieno al dolce frutto.

Oppure vien bollito con sorelle


posto in sudario stretto fino la collo

e sostenuto appeso sopra un vaso,

lasciato trasudare goccia a goccia


e cucinato in fuoco il dolce succo

fino a formare un vino molto scuro

denso e viscoso chiamasi vincotto,


per caramello intorno a mostaccioli

oppure cartellate lì annegate,

dolce dessert in giorni decembrini.


La tradizione conta queste cose

forma dei dolci amati son le rose.


Lorenzo 12.1.22


martedì 11 gennaio 2022

Rosa Canina


Rosa Canina


Si nutre d'aria tenera e frizzante

nella terra di murgia tra gli arbusti

e pietre che raccontano passaggi 

di mandrie e armenti per le transumanze,


eppur risalta in beltà silvana

tale d'apparire un ovetto tinto

d'alga marina che s'usava un tempo

per colorare le pasquali uova.


Un ravanello porporato sembra,

un falso frutto, invece, di boscaglia

si mostra ardente eppure necessario

fusto verdastro caricato a spine,


pungono mani fino a sanguinarle

gocce  scarlatte a misurar glucosio

che scorre nelle vene d'ogni uomo.

Si sa che rosa vive con le spine


ed incrociati arbusti per la pugna

pronti al combattimento ardimentoso

e nelle spade s'aprono i petali

rose canine pronte per le spose.


Nei fiori pieni di succo mieloso,

nettare dolce per api  fruttuoso 


Lorenzo 11.1.22

sabato 8 gennaio 2022

Contrasti di Luce

 Contrasti di Luce


Contrasti di luce in selva murgiana,

verde di speranza, bianco candore,

marrone di materia millenaria,


il viola che m'appare è un'altra meta

è l'oltre a cui tendo con pazienza,

filtra attraverso l'essenze del bosco


poste a distanza per dare respiro

al suo camminamento cristallino.

Tendo le mani al cielo e cerco arrivo,


della luce che  abbaglia trovo il lume

nel respiro del tempo d'un barlume.


Lorenzo 8.1..22

giovedì 6 gennaio 2022

Mistero

Il Garagnone


Un castello  mistero di natura

creato su misura in tutti i sensi

con grotte annesse sopra la collina


per la difesa d'ospitale eroe

ora fantasma come i monachicchi

i bimbi morti prima di lavarsi


alla fonte in battesimo di vita,

col cappellino di colore rosso.

Fate e folletti ha per abitanti


che escono di notte per diletto

a visitare i boschi circostanti,

a dar conforto al pellegin sperduto.


Ha forma di trapezio fluorescente

fatto da chi s'intende di scalpello,

per meraviglia nostra e d'ogni uomo


che del mistero interroga il pensiero

e ripercorre l'antico sentiero.


Lorenzo 6.1.22

martedì 28 dicembre 2021

Parlano i sassi

I sassi parlano 


Mentre continuo il viaggio in quella terra

incontro sassi che hanno una voce,

soffiano il fiato, raccontano storie


e nel profumo d'alito m'inebrio.

Il più austero dice, transumanze

ho visto in questi sassi riposare


nelle stanze aperte della murgia.

Io sono qui dall'aurora del mondo,

il tempo ch'è passato m'ha dipinto


un lichen verde marcio millenario,

intreccio di sostanze miscelate

prese dall'aria fresca di boscaglia


che là s'accosta al limite del luogo.

Pittura colorata, nutrita dal silenzio

che s'ascolta nel fresco mattutino,


da acqua di rugiada che s'asciuga.

Perfetta la simbiosi di natura

non inquinata da rumori esterni


o dalle vostre voci di passaggio,

triste argomento per questo paesaggio.


Lorenzo.28.12.21


lunedì 27 dicembre 2021

Raggio di Luce

Selva 


Filtra leggero tra le verdi fronde

raggio di luce fascio luccicante,

tendendo la sua mano verso il buio


e al ramo chiede subito d'entrare

al centro della selva tenebrosa.

Brama soltanto resina selvaggia,


compagna sua in eco ventilata,

il soffio filtra gelido a quei rami.

Vestono a filigrana il suolo d'ombra,


mentre le foglie caduche d'autunno

ricoprono d'un letto umido suolo.

Nulla è al caso in simboli di vita,


i sassi stesi a terra chiedon luce,

elio garante eterno sulla terra

d'umida linfa e vita alle radici.


Nell'aria vanno gli alati voli

sparsi fringuelli, ramarri striscianti,

con il canto d'un rospo abbandonato.


Nel tuo continuo nascere alla vita,

concedi  bosco reggia che c'invita.


Lorenzo. 27.12.21

venerdì 24 dicembre 2021

Natale

L'Attesa 

Crai è Natale

Mistero della Gioia

una certezza

Lorenzo 24.12.21


N.B.

crai avv. [lat. cras], ant. – Domani. Sopravvive nell’uso di alcune regioni meridionali, 
[...] crai e poscrai, 
domani e dopodomani.

Fonte Enciclopedia Treccani

Nel mio borgo si dice creie, 
con la e finale strozzata in gola.

Lorenzo

giovedì 23 dicembre 2021

Muretto a secco


Muretto a secco


Muretto a secco  un limite a sentieri

di murgia sconfinata e di campagna,

un argine a confine d'uliveti


un dono di natura per la terra

per trasformare in olio dolci drupe,

odore di licheni e verde muschio


stampati sulle pietre come un marchio,

orme del tempo serbano le tracce,

faro sicuro nell'eterno andare


di contadini pronti per i campi,

divieto certo a fughe di puledri

barriera indubbia al transitar di greggi.


Pietre strappate alla madre terra

e levigate ad arte da maestri,

mazzuole e di scalpelli sopraffini


riposte quindi alla natia campagna 

in comunione senza nulla addosso

se non il muschio radicato al tempo,


collante di natura e di simbiosi.

Muretto amico appunto di memoria,

d'adolescenza posto di visione


dell'operoso andare dei braccianti,

mentre seduto a guadagnar saperi,

in ore mattutine di giornata.


Un compagno, un nesso sconfinato

del tempo che tramonta affaticato.


Lorenzo 23.12.21

lunedì 20 dicembre 2021

Due Ruote

 

Due Ruote


Due ruote fanno arredo a masseria,

son grate al compratore delle braccia

d'averle lì riposte nel cortile,


il caporale guarda i contadini

intenti alla fatica di campagna

sotto il sole cocente di Lucania


o di Capitanata della Puglia. 

Mietono il grano nei giorni di calura

nei tenimenti del ricco barone


e per ricordo lì che le ha lasciate

nello sterrato della fattoria.

Quanti ricordi, quante strade fatte


dal giorno che ci fecero con l'arte,

par dicano le ruote, lì riposte.

In tre botteghe d'arte, ora ricordo


esclama la più altera delle due

maestro d'ascia, carrettiere e fabbro,

ricordo il maniscalco per i muli,


cavalli per trottare ed asinelli,

i più pazienti fermi nell'attesa

per chiodi conficcati sotto l'unghie


di zoccoli, per una protezione.

Fuoco, fucina e ferri da forgiare

mentre eran fermi roteavan la coda,


adesso invece è tutto trasformato,

oggi si fa la coda alla colonna,

stazione di benzina sulla via.


E ogni tanto si vestivan ruote

di traini e di calessi per trasporto.

Ricordo fin da quand'ero fanciullo,


un fascio di fascine ben disposte

messe a bruciare lì, fuori le mura

e il ferro dentro a dilatar sul fuoco

 

e prima che il freddo mi prendesse,

riprende ruota a raccontar la storia,

un colpo secco e dentro il cerchio ai raggi.


Dolore immenso pieno di calore,

bruciavo per la fitta mentre il fabbro

batteva il ferro ai raggi tutt'intorno.


Ma ero pronta ormai per trasportare

i sacchi delle olive da campagna 

al borgo ad un frantoio del massaro.


Ed ora sono qui a ricordare,

ai tempi andati il veto di tornare.


Lorenzo 20.12.2021