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sabato 1 marzo 2025

Papasidero del Pollino

Papasidero del Pollino


Luogo lontano seguo pollicino

le tracce di quel sito sul percorso

e non si può sbagliare se si segue


il fiume Lao si raggiunge il luogo

desiderato e dunque visitato.

Papasidero cosentino è dietro


il mare del Tirreno traversando

le pieghe del Pollino non si sbaglia

la strada si restringe in un sentiero


penetrando quelle gole scoscese

e si frantuma in rapide pendenze

si velocizza in onde e turbolenze


la via di mezzo fino alla cascata

giungendo infine al ponte medievale

il viaggio ivi immerge nel paesaggio


m'avvolge in acque gelide svegliando

i sensi fino allora addormentati.

Il Pollino sa come comportarsi


donando poco a poco la presenza

pareti che s'avvolgono in coperta

poi d'improvviso s'apre il cielo azzurro 


tra selve fitte ed altopiani in quadro

giungendo alfine in luogo molto vasto

orti chiese staccate e case antiche.


Papasidero discreto in silenzio

nascosto tra crinali e le viuzze

dove s'ascolta  e s'ode solamente


silenzio e poi ancora il suo silenzio

la grotta del Romito coi suoi segni

dov'è la preistoria coi suoi avi


un bue inciso in tutta l'attenzione

in quella casa antica degli umani

e l'acqua scorre mentre il sasso parla


racconta la sua storia e la sua traccia

lasciando intatto il testimone in faccia


Lorenzo 1.3.25


Fonte: daBitonto, Marino Pagano, 8 Febbraio 2025 in Al cuore del Sud. 

Tra borghi e percorsi Rubriche. Papasidero e il Pollino: viaggio in un mondo a parte 


mercoledì 26 febbraio 2025

Il Carrubo

Il Carrubo 



La Pestàzze


Bisogno in campi verdi a Grisolia

con tradizione e natura intatta

carrubi millenari per la terra


la pianta è resistente alle intemperie

crescendo su terreni assai infelici

ruolo fondamentale per il borgo


farina infine al frutto conosciuto

ho nella mente forma che s'allunga

in un colore che dipinge l'humus


duro a mangiarsi con i semi in cuore

e trasformati in loco per farina

per dolci e tradizione e alimento


di mandrie o greggi per economia

rurale del paese calabrese

cammino per i campi dice il Nostro


respiro l'atmosfera d'altro tempo

un patrimonio che resiste al tempo


Lorenzo 26.2.25


Fonte : Marino Pagano, daBitonto  "L'incanto della costa tirrenica cosentina

con la sua storia, le tradizioni e una natura ancora intatta.

Al cuore del Sud, tra borghi e percorsi. Rubriche, pag 4, 18 Gennaio 2025



giovedì 13 febbraio 2025

Storia della Fontana

Storia della fontana


Cape de firre


Testa di ferro 



Questa fontana sembra senza testa,


dal rubinetto scorre l'acqua a gocce,


mentre racconta nella sua memoria



la storia del suo viaggio in quella via,


dagli anni quando posta per salvare


il popolo assetato della Puglia,



in anni addietro abbiamo pur solcato


viadotto coi ragazzi in conoscenza,


mentre scorreva l'acqua sotto i piedi



e raggiungeva i borghi tanto cari.


Angolo del mio borgo coi sottani


e mi ricordo pure il gran da fare



di capannelli, tutti bene in fila


per riempire brocche in terracotta


e soddisfare scorta per famiglia,



lorquando i rubinetti erano asciutti


e non scorreva acqua nelle case.


Ricordo giovinetto un dì di luglio,



andai alla fontana della strada


che porta ancora a piazza delle Croci,


era sera inoltrata, alle due ore



e con la brocca piena ritornai


per dare linfa fresca  a nuova vita.


Pure finquando a ritroso dal "monte"



vi ritornava a maggio "Compagnia"


si riportava a casa un nuovo coccio,


"u cìciue" dalla bocca assai ristretta,



per mantenere a lungo fresca l'acqua,


più forma tondeggiante di buon pane,


durava i giorni d'una settimana.



Memorie che raccontano la Storia


dei tempi ormai passati e la sua Gloria.



Lorenzo 28.7.23


Riproposta per la mostra itinerante "La Fontana Racconta" la sua Storia  La foto della fontana è stata presa dall'archivio storico di foto, così come la postai il 28.7.23. Se la memoria non m'inganna, essa è situata in via Castelfidardo, ai piedi della scalinata  che porta al  Centro Storico.


giovedì 5 dicembre 2024

Viaggio tra passato e presente

Appennino


Viaggio tra passato e presente


Sembra spina dorsale l'Appennino

attraverso le italiche regioni

perle montuose tra Emilia e Calabria


con vette e valli raccontano storie

di tempi lontani fino alla Calabria

un viaggio che va oltre quelle cime


Monte Cimone domina orizzonte

guardiano silenzioso e senza tempo

più si cammina più s'apre allo sguardo


husserliana memoria questo intreccio

il Po e l'Arno danno l'acqua al piano

ed il Pollino e sguardi mozzafiato


scolpita nella pietra d'abbazie

oppure nei castelli dei Signori.

Le transumanze delle greggi a valle


ogni contrada parla lingua madre

di padre in figlio passa ogni mestiere

lana in Abruzzo in Umbria ceramica


nella Toscana sculture di legno.

Parla il palato per vera poesia

è la cucina il respiro del tempo


funghi porcini raccolti nel bosco

tartufi fiutati sotto le querce

in ogni dove chi ne ha ne mette


arrosticino ribollita e cacio. 

E gli orizzonti s'aprono alla sguardo

nei sentieri ch'attraversano i monti


dove ogni pietra racconta una storia

e nei conventi pace e preghiera

le sagre locali dal palio alle feste


di quelle patronali dell'agosto

compagne di grigliate con l'arrosto.


Lorenzo 5.12.24


Fonte da Bitonto Marino Pagano 1.11.24

sabato 30 novembre 2024

I Contadini

I Contadini di Francesco Speranza  1947


"Con voi uomini e donne ...

che con la vostra quotidiana fatica,

rendete feconda questa terra,

traendone prodotti abbondanti

e universalmente apprezzati..."


San Giovanni Paolo II, 26 Febbraio 1984


E. Cazzolla, F. Speranza, Pittore del Novecento,


Grenzi Editore, Foggia, 2023, pag.131



E stanno a piedi nudi sulla terra

alle matine in fossa premurgiana,

colline in fondo al limitar calanchi,


d'argilla e tufi in borghi di Lucania.

Un quadro di famiglia in un interno,

anzi, tra zolle generose e arate, 


son madri e padri con i pargoletti,

in simbiosi d'amore e fratellanza,

un bove con l'aratro e una casetta


che segna il gran riposo di fatica,

pagliaro di rifugio ai lavoranti,

per compagnia c'è il fedele cane.


Un canto luminoso a celebrare

spirito di valore spirituale,

un cerchio di figure familiari.


Il Nostro, a manca, semina con mani,

piegato sulla terra, la nutrice,

cìò che sarà raccolto del domani.


Il giovinetto è il centro del contesto, 

l'autore di pittura di famiglia,

sembra un trionfo della geometria,


tra cielo, terra e monti di collina

inno trionfale del lavoro agreste

che dona buoni frutti in ogni annata.


Fatiche di campagna in ogni mese,

Valenze d'onestà son sempre accese.


Lorenzo 30.1.24


Riproposta pe ricordare l'Evento della Vista del Papa S: Giovanni Paolo II A Bitonto nel lontano 1984

sabato 21 settembre 2024

I Borghi della Taranta

La Pizzica


La notte della Taranta a Melpignano

la donna aveva solo questo modo

ritmico movimento dolorante


traverso cui ella comunicava

la dimensione con disperazione

la Grecia salentina coi suoi borghi


linguaggio greco in punta di stivale

dove si parla il griko salentino

greco ortodosso professano per fede


a Cursi con la pietra del suo tufo

con cui palazzi sono stati fatti

e a Zollino il pane contadino


è senza forma il pane casereccio

impasto di farina e cereali

e che s'esalta con la sagra estiva


e Sternatia vista in anni addietro

barone Granafei e il suo palazzo

più di quaranta gli anni già trascorsi


dove abitava uno zio paterno

della consorte mia dolce e amata

e poi paesi altri in quella terra


con storia propria ed altre meraviglie

da visitare coi vini in bottiglie


Lorenzo 21.9.24


Fonte: da Bitonto Ribriche di Marino Pagano

lunedì 12 agosto 2024

Viaggio a Conza

Conza


Ricordo il terremoto dell'ottanta

ero per strada a fare quattro passi

sentii tremare vetri e le sirene


d'allarme delle case ai quattro lati

eppure ben lontani da epicentro

case di pietra e strade acciotolate


flora di selva e ruderi di chiese

raccontano la vita ch'è trascorsa

d'una comunità remota e attiva


Toppa Muraglia aiuto naturale

un avamposto per difesa e ausilio

contro le scorrerie dei malfattori


tragico epicentro del brutto evento

a cielo aperto divenuta a vista

la preistoria dell'età del ferro


insediamento e storia della gente

coi resti d'edifici dei sanniti

templari e anfiteatro in parte alta


bacino artificiale acque tranquille

rispecchia il cielo azzurro cristallino

paradiso d'amanti di natura


contrasto di bellezza d'un fantasma

del borgo sopra scritto fra quel chiasma


Lorenzo 11.8.24


Fonte da Bitonto di Marino Pagano 25 luglio 2024

sabato 10 agosto 2024

Puglia ricca di confini

 Faeto


La storia di regione acculturata

di lingue miste per gli sbarchi e arrivi

di popoli al confine al nostro mare


subappennino dauno a settentrione

di nostra bella terra regionale

quel di Faeto ricca in verdi faggi


un'isola di franco provenzale

lingua di Francia origini diverse

tra territori circoscritti al luogo


sì nel mio borgo i termini francesi

viaggio al tempo vivo nel silenzio

aria frizzante e pura delle selve


con resine inebrianti in disincanto

mulini al vento vecchie sentinelle

con vista mozzafiato al territorio


viaggio in cuore ha lasciato il segno

Celle San Vito brilla nel suo esiguo

ricca presenza specie multiformi


rifugio beato storia e bellezza

in un cammino fatto d'esperienza


Lorenzo 10.8.24


Fonte:  da Bitonto di Marino Pagano 

venerdì 12 luglio 2024

Un viaggio breve

Addobbo
 


Nella Lucania domina il silenzio

fascino senza tempo di quei luoghi

si parte dal mio borgo e si raggiunge


in regione leggiadra confinante

un piccolo laghetto artificiale

fatto da sbarramento d'una diga


paesi in quelle alture solitarie

estasi di silenzio che s'ascolta

coi ritmi d'una vita sempre antica


è questo un inno e non soltanto un canto

è studio di sinossi e comprensione

un quadro interno e riti fascinosi


vengono scelti gli alberi da unire

in matrimonio tra piante viventi

un rito assai sentito tra quei borghi


ad Accettura rituale speciale

che raccontiamo a parte anima e cuore

lo sposalizio tra il cerro e cima


scelto nel bosco in quel di Montepiano

e la leggiadra sposa un agrifoglio

bella cima frondosa di foresta


si sposano le piante in bell'auspicio

e tutto si conclude in un convivio


Lorenzo 12.7.24

Fonte Primo Piano

lunedì 10 giugno 2024

Civiltà nascosta

Civiltà nascosta


Storia di un luogo civiltà nascosta

omaggio agli studiosi di Gravina

ch'illustrano realtà di questo borgo


e la complessità del territorio

rigore e metodo della conoscenza

per conservare passato e cultura


storia d'un borgo antico sulla murgia

è situato al confine di lucania

il libro che racconta la sua storia


ha il fine di sottrarre dall'oblio

e dall'indifferenza che con gli anni

offusca ogni pensiero e la memoria


degli abitanti ignari del passato

ed indossare l'abito attuale

della comunità qui raccontata


intreccio del tessuto connettivo

in rigoroso incrocio trasversale

domande fatte per sapere ombroso


di conoscenze apprese nel passato

storia e coscienza di ciascuno e tutti

visione di vicende temporali


riposte in un tassello ampio e aperto

una sorta di tante microstorie

formano il quadro di famiglia intera


ampiezza d'un interno assai coeso

la storia di mestieri fra culture

anche di società dell'oltremare


guardando oltre il confine lucano

si vede appieno civiltà murgiana

citando i personaggi celebrati


che dalla storia hanno attinto odore

con la ricchezza nella complessità

di civiltà murgiana ora compresa


per mezzo di vicende radicate

serbando in sè eredità vissute



Lorenzo 10.6.24


Fonte Primo Piano

venerdì 7 giugno 2024

Itinerario del cuore

Itinerario del cuore


Parlano i libri al cuore del lettore

come agli occhi appare la visione

di borghi trasparenti e mai rimossi


dalla coscienza di nativa gente

il libro dei paesi menzionati

Calvello e Fardella in Agri e Pollino.


Nella Lucania tanto cara al cuore

miscela e vita autentica e sincera

forgiata nel crogiolo della storia


e mistica ragione di leggende

ch'ogni paese porta nel suo cuore.

E' un viaggio nel mondo della vita


come asseriva un grande pensatore

viaggio al tempo connessioni varie

si sentono vicini i cari estinti


tra valli e monti intrecciano catene

silenzio ascolta il borgo di Calvello

in una integrazione con l'ambiente


ogni pietra racconta la sua storia

e parla di pie chiese e di mestieri

possibili presenze in caro borgo


ceramiche in terracotta e disegni

viaggio nel tempo al popolo sovrano

lucano ai primordi e poi romano


i casalini da immagine frontale

noti agli amici di lucana stirpe

andando oltre i monti del Pollino 


la piccola Fardella con la storia

di chiese e antica Fede nel mistero

poi la cucina di piatti locali


funghi e castagne in terra e sulle fronde

mosse dal vento d'autunnale tempo

col sugo di conserva dell'estate.


Profumo di natura nei due borghi

lontani dai rumori d'altri luoghi.


Lorenzo 7.6.24


Fonte Primo Piano 

martedì 7 maggio 2024

Craco

Craco


E' quel di Craco il borgo abbandonato

più bello dell'italico paesaggio

su rocca senza tempo sembra un forte


del medioevo ausilio dai briganti

e orde saracene d'oltremare

anime vive uscite dal quel luogo


per emigrare in lidi fortunati

un pò in rovina ma stradine intatte

fatta di sassi come s'usa in loco


silenzio fra le pietre e nei calanchi

lucertoline al sole indisturbate

luogo per mille volti forestieri


lascipassare come un passaporto

registi e artisti prendono quei sassi

hanno prodotto opere per mondo


paese fra i più belli abbandonato

dai suoi abitanti mai dimenticato


Lorenzo 7.5.24

martedì 30 gennaio 2024

I Contadini

I Contadini, F. Speranza, 1934,1935


"Con voi uomini e donne ...

che con la vostra quotidiana fatica,

rendete feconda questa terra,

traendone prodotti abbondanti

e universalmente apprezzati..."


San Giovanni Paolo II, 26 Febbraio 1984


E. Cazzolla, F. Speranza, Pittore del Novecento,

Grenzi Editore, Foggia, 2023, pag.131


E stanno a piedi nudi sulla terra

alle matine in fossa premurgiana,

colline in fondo al limitar calanchi,


d'argilla e tufi in borghi di Lucania.

Un quadro di famiglia in un interno,

anzi, tra zolle generose e arate, 


son madri e padri con i pargoletti,

in simbiosi d'amore e fratellanza,

un bove con l'aratro e una casetta


che segna il gran riposo di fatica,

pagliaro di rifugio ai lavoranti,

per compagnia c'è il fedele cane.


Un canto luminoso a celebrare

spirito di valore spirituale,

un cerchio di figure familiari.


Il Nostro, a manca, semina con mani,

piegato sulla terra , la nutrice,

cìò che sarà raccolto del domani.


Il giovinetto è il centro del contesto, 

l'autore di pittura di famiglia,

sembra un trionfo della geometria,


tra cielo, terra e monti di collina

inno trionfale del lavoro agreste

che dona buoni frutti in ogni annata.


Fatiche di campagna in ogni mese,

Valenze d'onestà son sempre accese.


Lorenzo 30.1.24

mercoledì 10 gennaio 2024

La Luce nella Masseria

La Luce nella Masseria


"Il Natale del 1942, fu per me un Natale 

tutto particolare, [...] perchè passato 

in campagna, presso la masseria denominata 

"La Parata", sita a ridosso del folto 

ed esteso bosco "Montepiano", al confine 

tra il tenimento agricolo di Ferrandina 

e quello del Comune di Salandra."


E. Colle, Sul Filo della Memoria, Racconti .. 

Ed. Tipogr. Cortese, 2014, pag.117



Anni sessanta in terra di Lucania

famiglia numerosa in masseria

bambini e figli tanti tutti assieme,


a capo il patriarca nonno Eustachio

mantiene l'armonia in tutto il gruppo,

arriva la tivu a rallegrare 


in terra dei calanchi e dell'argilla.

Voce narrante è un piccolo fanciullo

e tutti intorno al nonno si lavora,


le mamme in faccende casalinghe

uomini tutti a coltivare i campi.

L'innovazione tecnica nel segno


e l'antennista ha il suo da fare,

per celebrare rotta del progresso,

naturalmente solo pochi sanno 


vedere i nuovi sogni e il nuovo tempo.

Arriva intanto un ricco possidente,

vecchio operaio della masseria


e chiede d'investire per comprare

la masseria per oscuri sogni,

cavare dalla terra tufo e argilla,


miscela necessaria per cemento

e costruire case nei quartieri,

il nonno Eustachio nicchia su proposta.


Un figlio intanto corre verso un male

ch'attinge le sue membra giovanili,

il tempo inesorabile s'addensa


sulla famiglia unita fino allora

e intanto il nonno passa ad altra Vita

e lì comincian guai per fratelli


guerra d'eredità per masseria,

ma prima il nonno compra un negozietto

per dare un lavor sano al suo malato,


sali e tabacchi, biglietti in lotteria

per vincere la sorte a Capodanno,

i bimbi sanno pure dove andare,


sedersi a riposare in casalini.

E c'è una luce che risplende in via

raggi negli occhi a guardare il sogno.


La guerra intanto, unione di famiglia

mina il contesto prima assai coeso,

ognuno prende sì la propria strada


ed uno ad uno cedono al tranello,

dell'avvenente furbo frontaliero

per comperare quella masseria.


Luce trafigge la protagonista,

colpita dallo strale dell'amore

del suo dirimpettaio tabaccaio.


Così la masseria resta intera,

unita nel gran nome dell'unione,

il Nostro compra la televisione


portandola così in masseria,

quindi, frattanto, il fiato della voce

della fanciulla, muta fino allora,


la profezia del nonno raccontava.

Questa è la storia, infin, a lieto fine,

ci si ritrova insieme alla visione


di cara beneamata mamma rai.

In mente c'è sermone dell'estinto,

a volte basta poco per la pace


guardarsi in faccia, il verbo in disincanto,

con luna grande e del gallo il canto.


Lorenzo 10.1.24

martedì 26 dicembre 2023

Santo Stefano

Ferrandina 
 
Nonno Minguccio

col fido "sentinella"

ci fece la sorpresa

in masseria Pianata

nel dì dopo Natale

Lorenzo 26.12.23

sabato 28 ottobre 2023

Intreccio di civiltà d'un tempo

Tutto il miele è finito 
Carlo Levi, Il miele di Orune
per concessione di R. Acetoso


"Una civiltà di pastori

si trasforma in parte

in una civiltà contadina,

[...] e già la civiltà contadina

si dissolve pel mondo 

e sorgono centri operai,

come querce solitarie"


Carlo Levi, Tutto il miele è finito,

Ilisso edizioni, Torino, Einaudi 1964, pag. 37.



Intreccio di civiltà d'un tempo 


Cattedrali nel deserto

civiltà ambivalenti

i pastori in transumanza 


che diventano operai.

Sono querce solitarie

in ambiente conosciuto


tra due mari dello Ionio,

nella piana degli ulivi,

nelle zone dell'industria


capannoni abbandonati,

dopo l'auge del respiro,

di lavoro già in disuso,


in colline brulle e grigie

dall'argilla refrattaria

dei calanchi di Lucania,


tra le greggi in terra sarda,

mentre a pranzo si cucina

maialino succulento.


La miscela preparata

da diverse istituzioni

per pastori e contadini


operai e diplomati,

funzionari tra quei mondi,

separati eppur vicini


che appaiono lontani,

affluenti al grande fiume

della cassa meridiana,


sotto il sole che s'avventa

su quel mirto che t'inebria,

tra gli ulivi secolari,


come ai solchi di frumento

grano duro a nutrimento.


Lorenzo 28.10.2023

sabato 16 settembre 2023

La bella 'mbriana

La bella 'mbriana


 "La tradizione narra di una 

principessa napoletana

dalla bellezza leggendaria,

abbandonata prima di andare all'altare

e che per il dolore iniziò a vagare 

senza meta tra le strade di Napoli,

in abito nuziale. [...] Ecco perchè si dice

che porta fortuna nelle case.

E' la bella 'mbriana che diffonde il bene 

girovagando fra le mura domestiche

sotto forma di una lucertolina."


Valentino Losito, ZITTI ZITTI, PIANO PIANO

Storie, personaggi, musiche e leggende della Controra

SECOP edizioni, 2022 pag. 214-215



Fortuna e buona spinta data in sorte

dice il proverbio detto in volgar modo

si manifesta dietro tende mosse


dal vento nelle ore di controra

la bella'Mbriana che diffonde il bene

girovagando tra le mura amiche


oppure tra pareti di campagna

poste dai contadini per confine

macchiate dai licheni orme del tempo


e sottoforma di lucertolina 

lo spirito di casa e dei poderi

dolce angelo al vecchio focolare


appare a meridiana alla controra

obbligo per fanciulli di dormire

parla il silenzio di penombra stanza


e guai a chi non dorme dice il padre

quando in strada impazza il caldo afoso

magia e mistero intrecciano il suo fare


in angoli nascosti si ripone

uscendo solamente qualche istante

controlla consigliando gli abitanti


aggiungi un posto in tavola con sedia

se l'ospite d'onore si presenta

porta serenità spirito buono


tre spiriti vocati nell'inverno

quando i racconti detti intorno al fuoco

propiziano il riposo della notte


il monaciello 'mbriana e la janara

davano il sonno fino all'alba chiara


Lorenzo 16.9.23

giovedì 10 agosto 2023

Piazza di Puglia

 Piazza di Puglia dipinto di F. Speranza 1947 


"Una solitaria presenza dinamica

è quella di un carretto con la botte 

dell'acqua, trainato da un mulo e dal padrone,

che, ripreso da dietro, sale dalla via 

a destra lungo la direttrice prospettica."


Emanuele Cazzolla, FRANCESCO SPERANZA 

Pittore del Novecento, C. Grenzi Editore,

Foggia 2023, pag 242


"Sempre a sinistra, il quadro si chiude 

con la lunga scala di accesso alla vecchia 

scuola materna “Giacomo Pantaleo” "


F. Fioriello, Piazzetta Fortinguerra, 

luogo dell’anima di Francesco Speranza,

Fonte: Primo Piano, 31.7.23



Un casalino come s'usa dire

in quel della Lucania tanto cara

e dalla lama aperta presso il ponte


che porta alla mia scuola d'una volta,

si giunge ad una piazza conosciuta

nel luogo che profuma dell'antico,


di Speranza incanto in due segni,

del Nostro beneamato che dipinge

gli angoli nascosti del mio borgo


e la speranza che giammai tramonta

di conoscenze per i nostri figli.

Una storia che tutti conosciamo


siamo negli anni, i primi del settanta,

teatro di dolore e di silenzio,

quella piazzetta fonte e nuova linfa


per i fanciulli tolti dalla strada.

Del Maestro conservo la memoria,

incontri del giovedì nella chiesa,


con giovani aspiranti a vita onesta, 

altri vissuti avuti in altro luogo,

sull'Alta Murgia in chiesa di Signori,


giorno di festa andava per il Rito. 

Eppure, in quella piazza c'è l'Asilo,

si raggiungeva dalla scalinata,


un ambiente gioioso ed educante,

il frutto di donanti generosi,  

dove il Grande Maestro proiettava


filmati educativi in cineforum,

in quel contesto sano e "illuminato",

Suor Beniamina ed altre due Sorelle,


arricchivano loro Vocazione,

con Maestri coesi e volontari,

incontri con adulti e Catechesi.


C'era anche un Corso per lavoratori,

su quella via, in "quella stradina"   

con i gloriosi banchi d'una volta,


della scuola "San Pietro"  'ché dismessa.

Grazie Maestro Marco, per il Cuore,

andava raccontato il tuo Amore.


Raggi di Luce fra quelle pareti,

lo sguardo "Oltre" in piana d'uliveti.


Lorenzo 10.8.23


domenica 6 agosto 2023

Castello

 Castello, Particolare di un dipinto di F. Speranza,
1938, figure, con casa sul porto e Castello a destra


"A San Mauro Forte, poco più in alto sul monte,

avrei ancora veduto, all'ingresso del paese, i pali

a cui furono infisse per anni le teste dei briganti,"


Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, pag.6, 

Einaudi  Editore, Torino, 2014.


Un' antica vedetta quel maniero

in cala insenatura molto aperta

rifugio di barchette o pescherecci


munifici a pescare il pesce in scoglio,

vedetta di difesa al mare aperto

da un altro lato verso mezzogiorno


aperto agli orizzonti meridiani

difesa ai saraceni e ai pirati.

Erano d'avvistamento queste torri


disposte sulla costa e all'interno

torrioni di difesa più imponenti

quattro cannoni e paio di spingarde


cinque fucili con un capitano

un artigliere più quattro soldati

difesa di quel sito sopra il mare,


eran grandezza grande gli avamposti

di media oppur di piccola fattura,

questa presieduta da due armati.


Nei pressi c'era un luogo di supplizio

per condannati a pena capitale

e pali per appendere i ladroni


come s'usava a teste di briganti,

nei borghi raccontati di Lucania.

Ordunque, a pericolo scampato,


un luogo di riposo per anziani

riposti a "beneficio" dei parenti

e poi presidio delle Fiamme Gialle.


E' proprietà adesso demaniale

e d'auspicio il culto al territorio.


Lorenzo 6.8.23.

domenica 30 luglio 2023

Il piatto della Domenica

 Il piatto della Domenica 


oh rìzze oh rìzze oh rìzze 

come all'òve iè oh rìzze

il riccio, il riccio, il riccio

come l'uovo è il riccio


Di mare aroma e scrigni di sapore

son ricci dalla polpa succulenta

è d'obbligo l'esserci di freschezza


s'apre calotta che poggia su roccia

si vede polpa e uova in arancione

cuocere gli spagnetti giusto al dente


aglio prezzemolo e il rosso fuoco

dico peperoncino assai piccante

una padella ed olio quanto basta


soffriggi il preparato in due minuti

ed annegare pasta in questo luogo

un mestolo di acqua di cottura


girare e rivoltare polpa arancio

bastano due minuti il primo in rancio


Lorenzo 30.7.23