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mercoledì 6 aprile 2016

Faggio sovrano / in terza rima

Faggeta Sila Grande di Pileggi opera propria da Wikipedia


Faggio sovrano dalla chioma folta
rami sporgenti posti come usanza
donano l'ombra dai pastori accolta

insieme ai loro armenti in transumanza
stagione terza dal colore rosso
in boschi puri o misti in assonanza

mentre nel freddo forma stille addosso
maestoso portamento bianco a neve
pendule perle e braccia d'un colosso

macchiate in bianco marginate in breve
per decorare parchi per pasquetta
intorno stanno i nani e biancaneve

pisolo dorme in braccio mentre aspetta
di respirare la salubre arietta


Copyright © Lorenzo 6.4.16

venerdì 3 luglio 2015

Quando l'alba ..

© dal mio archivio fotografico 

Quando l'alba punge l'oscura notte
dissolve i sogni delle andate ore
tutto si schiara dentro il cuore muto
adesso è solo il tempo di svegliarsi

la nebbia di nottata si dirada
un detto antico azzarda l'avventore
il motto di filosofo d'un tempo
un vecchio contadino che a domanda

spolvera vecchi adagi d'una volta
marcia reale ai giovani d'allora
promessa dal padrone di giornata

un piatto ricco cotto all'indomani
la ricompensa di fatica offerta
per la raccolta fatta il giorno innanzi


Copyright © riproposta Lorenzo 18.2.12

mercoledì 10 giugno 2015

Foglie [Renga]

© dal mio archivio fotografico

Manto di foglie
il passo ad una grotta
posta in collina

tra il mare e la pianura
basta spostarlo un tanto

così scoprire
il mondo dei miei sogni
ivi riposti

in angolo di pace
nascosti sulla volta

in fazzoletto
a modo di bisaccia
in altalena

ed ogni tanto approdo
per dondolarmi un poco

piano lo apro
per non sciupare i sogni
possono ancora

uscire oltre quell'uscio
disperdersi su foglie

tingere in rosso
le punte in acquerello
e lacrimare

dei passi realizzati
sottese aspirazioni


Copyright © riproposta Lorenzo  21.5.11

martedì 19 maggio 2015

Pagliaro / in terza rima

© Antica stampa dal mio archivio

Un verbo che s'infrange nei ricordi
un trullo fatto in pietra levigata
posto in quel campo d'avo che non scordi

ricordo il tempo di quella giornata
quando portava in campo la zia rosa
segnata dal fato donna temprata

di particella aveva assai preziosa
un piccolo quadrato un uliveto
d'ordini ottavi secondo la prosa

lungo i muretti a secco un carciofeto
con rosettine e selvatici cardi
e nel campetto un tralcio di vigneto

presso il pagliaro riponeva tardi
l'arte e gli attrezzi di quel tempo amaro
una zappetta a rassodar con sguardi

l'umida terra amata e con l'acciaro
tagliava il ramo ibrido del tronco
succhiante il nutrimento al frutto raro

oppure nei momenti giammai pronto
stendeva sulla paglia le sue membra
per ricordare in segno del tramonto

il figlio prigioniero come sembra
per gloria della patria assai lontana
ora quel luogo non dona più l'ombra

dell'agro d'uliveti nella piana
zona di residenza e animazione
spiriti impressi nella sorte umana


Copyright © Lorenzo 19.5.15

lunedì 26 gennaio 2015

Io

©  Lorenzo

Chi sono io un padre di famiglia
un coniuge legato nell'insieme
scorgo le onde e spume di marina
davanti al pino verde che s'ondeggia

al vento di maestrale cielo e mare
e dietro il ferro grigio parallelo
le frecce bianche tirano le corse
fanno sognare i prati di montagna

verdi d'estate bianchi nell'inverno
tornando nel reale mare azzurro
sento il silenzio e il canto degli uccelli

abbraccio i sogni della mia famiglia
un orizzonte spiega la speranza
dei passi che s'alternano nel tempo



Copyright ©  Lorenzo 17.8.12

domenica 25 gennaio 2015

Uomo / in terza rima

© Lorenzo

Le braccia aperte nello spazio chiuso
nella miseria d'essere mortale
proteso verso l'universo incluso

questo il mistero dell'uomo attuale
il suo pensiero eccelso al tempo stesso
stretto in tenaglia gravitazionale

verso i confini in limite concesso
tanto interessa i lati d'una stanza
ed elevarsi in alto nel processo

in comunione nella fratellanza
e chiedere in coscienza propria essenza
prostrarsi in terra verso consonanza

avendo mani e piedi in decrescenza
spirito d'uragano in turbolenza


Copyright © Lorenzo 25.1.15

sabato 24 gennaio 2015

Uomo

© Lorenzo

Le braccia aperte in uno spazio chiuso
nella miseria d'essere mortale
proteso verso l'universo esteso
questo il mistero d'uomo che s'appella

al suo pensiero eccelso al tempo stesso
stretto in tenaglia in forza d'attrazione
verso i confini e limiti terreni
tanto interessa in lati d'una stanza

e l'elevarsi in alto oltre quei muri
per traslocare in precategoriale
e chiedere in coscienza il proprio stato

prostrarsi in terra verso il sommo bene
avendo mani e piedi volti al basso
spirito che uragano non travolge


[endecasillabi in versi sciolti]

Copyright © riproposta Lorenzo 26.4.09

sabato 5 ottobre 2013

Speranza


 © Lorenzo

Un uomo a prua della nave in mare
veleggia verso lidi di speranza
e di coraggio avvolto da bandiera
in via ritrosa contro odierna rotta

dove si cerca terra generosa
allora si cercava grande impero
adesso invece flebile speranza
d'aprir la porta al verbo d'accoglienza

così i mercanti aprono le stive
a quei navigli carichi di vite
verso quei paradisi d'illusione

o verso il disincanto della morte
sovente e spesso s'aprono le porte
dei paradisi eterni d'altra vita


Copyright © Lorenzo 5.10.13

giovedì 29 novembre 2012

Ieri

 
Copyright © Oxana Zuboff 

ieri una prova dell'ultimo giorno
sulla terra la terra mia avvolta
in un imbuto in spire verticali
d'elementi che tutto annulla in ora

di morte mentre la vita s'aggrappa
al pensiero d'affetti qui distanti
mentre i venti rinvenienti al mare
soffiano disperati sulle vite

di gente laboriosa che al mattino
chiude la porta ai sogni della notte
dimmi cos'è la terra forse è stanca

del maleficio che alberga nell'uomo
indifferente alla domanda d'uomo
se oggi fosse l'ultimo di giorno


Copyright © Lorenzo 29.11.12

lunedì 9 gennaio 2012

Uomo



Le braccia aperte in uno spazio chiuso
nella miseria d'essere mortale
proteso verso l'universo esteso
questo il mistero d'uomo che s'appella

al suo pensiero eccelso al tempo stesso
stretto in tenaglia in forza d'attrazione
verso i confini e limiti terreni
tanto interessa in lati d'una stanza

e l'elevarsi in alto d'oltre i muri
per traslocare in precategoriale
e chiedere in coscienza il proprio stato

prostrarsi in terra verso il sommo bene
avendo mani e piedi contro il basso
spirito che uragano non travolge


[endecasillabi in versi sciolti]

Copyright © riproposta Lorenzo 26.4.09