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lunedì 18 maggio 2015

Pagliaro

© Antica stampa dal mio archivio 

Un verbo che s'infrange nei ricordi
un trullo fatto in pietre levigate
posto in quel campo d'avo di quell'era

ricordo il tempo quand'ero fanciullo
e mi portava in campo zia rosina
donna temprata segnata dal fato

un campicello aveva lì dal borgo
un piccolo quadrato un uliveto
d'ordini ottavi secondo parcella

lungo i muretti a secco coltivava
le rose di selvatici carciofi
nel mezzo del campetto quel pagliaro

ove mio nonno riponeva d'arte
gli attrezzi del mestiere di quel tempo
una zappetta a rassodar la terra

l'accetta per tagliare i rami secchi
ed anche i figli ibridi dei tronchi
succhianti il nutrimento ai nuovi frutti

oppure nei momenti di stanchezza
stendeva sulla paglia le sue membra
per ricordare i sogni rinvenienti

del figlio fante prigioniero al campo
per gloria della patria assai lontana
ora quel luogo non è più un concerto

degli alberi fruttuosi o d'uliveti
zona di residenza e animazione
spiriti  impressi nei duri travagli


Copyright © riproposta  Lorenzo 10.10.10

domenica 18 gennaio 2015

Nebbia / in terza rima

© Lorenzo

Veleggio come un'ombra


Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai.

Alda Merini


Nebbia / in terza rima


Hai preso sottobraccio il mio dolore
volevo solamente udire il senso
del tuo conforto con il tuo amore

ma hai soltanto dato un soffio intenso
con le parole ch'hanno aperto il cuore
ad una striscia vuota di consenso

adesso non mi chiedere l'ardore
non trovi quella pace che scontata
tu davi come un'ombra al tuo bagliore

ti basti la presenza accomodata
quella che sai al termine d'un giorno
che d'ore alterne noi s'offre all'amata

a chi non si solleva nel soggiorno
e chiede l'ististenza d'un ritorno


Copyright © Lorenzo 18.1.15

sabato 17 gennaio 2015

Nebbia

© Lorenzo


Veleggio come un'ombra


Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai.

Alda Merini

Nebbia

Hai preso sottobraccio il mio dolore
volevo solamente udire il senso
del tuo conforto con il tuo silenzio
ma hai soltanto dato un soffio al vento

con le parole ch'hanno aperto il cuore
ad una striscia vuota d'empatia
adesso non ti chiedere domanda
non trovi quella pace che scontata

tu davi come un'ombra alla tua vita
ti basti la presenza di mezz'ora
quella che sai al termine d'un giorno

che ad ore altre noi offriamo a sera
a chi non si solleva dall'angoscia
e chiede ad ististenza di restare
 

Copyright © Lorenzo 17.1.15

mercoledì 14 gennaio 2015

Annali

© Lorenzo

Cambiano solo i nomi degli annali
verbali succedutisi nel tempo
nulla è cambiato quando vidi luce
il semicerchio solo è sempre quello

mutano i segni e i volti di chi siede
su quelle sedie in pelle colorate
a spicchi da formare un bel ventaglio
ed anno nuovo giunge al suo principio

lasciandosi alle spalle gli artifici
di fuochi piroette ed altro ancora
ferite da guarire in tutti i sensi

nel corpo e nello spirito dell'uomo
se non ancora appare da lontano
muro di pietre in cui posare preci


Copyright © riproposta Lorenzo 10.1.12

martedì 10 gennaio 2012

Annali




Cambiano solo i nomi degli annali
verbali succedutisi nel tempo
nulla è cambiato quando vidi luce
il semicerchio solo è sempre quello

mutano i segni e i volti di chi siede
su quelle sedie in pelle colorate
a spicchi da formare un bel ventaglio
ed anno nuovo giunge al suo principio

lasciandosi alle spalle gli artifici
di fuochi piroette ed altro ancora
ferite da guarire in tutti i sensi

nel corpo e nello spirito dell'uomo
se non ancora appare da lontano
muro di pietre in cui posare preci


Copyright © Lorenzo 10.1.12