
giovedì 19 marzo 2026
Preghiera a San Giuseppe

domenica 8 febbraio 2026
Memoria

Ricordati quando vorrai parlarmi,
io ci sarò.
Allora, ascolta la mia preghiera,
cercami e parlami.
Ma non nel linguaggio delle parole,
nella mente e con il cuore.
Nel silenzio, io Ti ascolterò.
e nel silenzio che vivo
in ogni istante della vita,
mediterò e ricorderò tutto ciò
che hai fatto per me
nella tua esistenza terrena,
di bontà e rettitudine,
dal primo momento
che c'incontrammo.
Lorenzo 8.2.2026
martedì 27 gennaio 2026
Silenzio e Ricordi d'Olocausto, Cara Giuseppina
Giornata della Memoria
C'è un tipo di Silenzio che non è vuoto,
ma è un rifugio; bisogna ascoltarlo per riflettere
e non dimenticare. Sono Memorie che raccontano
la Storia dei tempi passati e i suoi dolori,
nel giorno della Memoria d'Olocausto.
Secondo Apolonio Carvalho Nascimento,
fonte spirituale del Movimento dei Focolari,
ufficialmente Opera di Maria, fondato da Chiara Lubich nel 1943.
Nato come Movimento internazionale di rinnovamento spirituale
e sociale, mira a contribuire all'unità della famiglia umana
secondo il mandato evangelico "Che tutti siano uno" (Gv 17,21)
il silenzio può avvenire in una Preghiera, per Te Mia Carissima,
in un respiro breve o prolungato,
nel RESPIRO DEL TEMPO, ovvero, in una Poesia.
"L'Olocausto è una pagina del libro dell'Umanità
da cui non dovremo mai togliere
il segnalibro della memoria."
(Primo Levi)
Il mondo dei balocchi ormai sommerso
nella cartella un pinocchio rotto
guarda in avanti infante in borderline
e passo dopo passo i sogni persi
ma li mantiene qui per ricordare
in cassaforte posti dopo il guado
cosa l'aspetta adesso solo spine
ed una barca posta sulla riva
con sguardo volto colmo di terrore
in mondo immerso dentro la tragedia
dei campi coltivati dalla morte
ricordi tramandati per memoria
per non dimenticare lo sterminio
anime inermi e occhi nelle fosse
Lorenzo 27.1.24
Riproposta quest'oggi 27.1.2026 per ricordare l'Olocausto
Primo Levi nato a Torino il 31 luglio1919, morto a Torino l'11 aprile 1987 è stato uno scrittore, chimico e partigiano italiano superstite dell'Olocausto, autore di racconti, di un romanzo, di memorie, saggi e poesie. Partigiano antifascista il 13 dicembre 1943 fu arrestato dai fascisti in Valle d'Aosta, inviato in un campo di raccolta a Fossoli e, nel febbraio 1944, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz in quanto ebreo. Scampato alla morte nel lager, tornò in Italia e si impegnò a raccontare le atrocità viste e subite dai prigionieri.
La sua opera più famosa è Se questo è un uomo, il resoconto delle proprie esperienze nell'anno vissuto nel campo di concentramento nella Polonia occupata dai nazisti: il libro è considerato un classico della letteratura mondiale. Laureato in chimica, pubblicò il libro Il sistema periodico, una raccolta di racconti principalmente autobiografici, nel quale ogni capitolo ha il nome di un elemento chimico, che svolge un ruolo preciso all'interno della storia; anche in altre sue opere appaiono riferimenti diretti e indiretti a questa scienza.
Fonte Wikipedia
sabato 24 gennaio 2026
Preghiera per Giuseppina
Salmo 130 (129):
De profundis
Undicesimo canto delle salite
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.
Io spero, Signore.
Spera l'anima mia,
attendo la sua parola.
L'anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all'aurora.
Più che le sentinelle l'aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
Lorenzo 24.1.26
Questa Preghiera la recitava mia Sorella
Teresa, ora abitante a Torino, ultranovantenne,
davanti alla tomba di mia Madre Melina
Deceduta il 22 dicembre del 1956.
E' un Salmo incentrato sulla speranza nella Misericordia Divina.
Una preghiera che recitava a memoria in latino
Salmo 130 (129): De profùndis
Undicesimo canto delle salite
De profùndis clamàvi ad te, Dòmine;
Dòmine, exàudi vocem meam.
Fiant àures tuae intendèntes
in vocem deprecatiònis meae.
Si iniquitàtes observàveris, Dòmine,
Dòmine, quis sustinèbit?
Quia apud te propitiàtio est
et propter legem tuam sustìnui te, Dòmine.
Sustìnuit ànima mea in verbo ejus,
speràvit ànima mea in Dòmino.
A custòdia matutìna usque ad noctem,
speret Ìsraël in Dòmino,
quia apud Dòminum misericòrdia,
et copiòsa apud eum redèmptio.
Et ipse rèdimet Ìsraël
ex òmnibus iniquitàtibus ejus.
venerdì 23 gennaio 2026
Vacanze a Calalzo di Cadore
A volte Mia Cara Giuseppina
par di sentire quando mi chiamavi
Lorè ed il mio nome era troncato
e mi chiedevi molti anni addietro
se avessi prenotato al Bellavista
dopo la scuola per vacanze annuali
s'andava in treno sopra le montagne
su nel Cadore solo dieci giorni
Calalzo di Cadore in bellunese
lì c'era Bruno e tutta la sua prole
faceva il cuciniere dell'albergo
aveva accanto una damigiana
di vino rosso e si faceva "un'ombra"
per dire si beveva un bel bicchiere
per ritemprar le forze da fatica
nei giorni successivi varie tappe
la prima per rispetto AVE Maria
si percorreva un piccolo sentiero
un paio di chilometri di strada
e si trovava piccola chiesetta
chiamata Maria del Caravaggio
campeggia ancora un quadro di Maria
in mezzo a quella strada una fontana
d'acqua sorgiva fredda come il ghiaccio
sedili per sostare e riposare
per stanchi sofferenti escursionisti
piu in alto c'era via di val d'Oten
oltre Praciadelan con altra villa
della famiglia nota e conosciuta
quanti ricordi Cara Giuseppina
ed ogni tanto la Signora Emma
ci invitava per andare in villa
a gustare arrosto e cose varie
e s'era uniti con tanta armonia
quelle vacanze quanta nostalgia
Lorenzo 23.1.26
sabato 17 gennaio 2026
Ricordi di un tempo Cara Giuseppina

Piazza Grande
La chìàzza grànne
La piazza grande
Piazza grande, bianca di luce e case,
intorno c'è la Chiesa ed un portone,
sono cent'anni, era orfanotrofio
degli orfanelli della grande guerra,
v'era mia madre giovane fanciulla,
finquando strale le lanciò Cupido,
lorquando la colpì l'amato sposo
e mutuando fuori campo il tempo,
progenie continuò d'esserci ancora.
Un monumento a grande musicista,
del melodramma artefice eccellente,
ora sepolto in cripta in Cattedrale.
ivi traslato in marzo d'anno ottanta,
da Chiesa di laguna Ospedaletto,
situata nel Sestiere di Castello.
Mattoni grigi in ampio marciapiedi
e la circondano alberi di lecci
con folta chioma ed ombra che ripara,
dal sole dell'estate assai cocente.
Piccolo bosco al centro del mio borgo,
dove al vespro si disputano uccelletti,
i primi che si svegliano al mattino,
per svolazzare in campi degli ulivi
e più vicino in fondi d'ortolani,
eppure quando piove sono ombrelli
e i contadini stanno ad aspettare
una promessa di fatica ai campi
dal comprator di ricco possidente,
per il lavoro di braccianti ad ore.
Al vespro dell'autunno per raccolta
alla distesa d'uliveti pieni
ed in estate per la mietitura
di grano di Lucania o Tavoliere.
Son uomini avviliti, spesso smunti,
in bocca un'alfa, una sigaretta
già preparata con cartina presa
nella bottega dei tabacchi e sale.
Stazionano sul prato di mattoni
in gruppi di preghiere o di lamenti
per cielo che non piove o cade male,
nel tempo che non serve alla campagna.
Ora non più i tempi dell'attesa,
per compagnia un telefonino
che squilla e chiama per miglior fortuna.
In quella piazza grande c'era un tempo,
nei giorni della festa ai nostri Santi,
un lunapark prendeva quello spazio
con macchine da scontro e baracconi
di tiro a segno un colpo ad un pacchetto
di wafer al cioccolato già gustato.
Di fronte una vetrina e mille cose
bilance bilancini e serrature,
doppiette bene in vista per la caccia,
dentro un vano per fare l'esperienza,
ed imparare l'arte del ricamo
e di cucito a giovani fanciulle
con quell'aggeggio, dopo vi racconto.
Faccio memoria di tutti gli eventi,
nostalgica visione del passato
e le vendemmie fatte alle matine
col mosto per novello a San Martino.
Mi piace ricordare il tempo andato,
il mese di novembre d'Ognissanti
i fiori e i lumi in tutti i Camposanti
ed il Cammino in Luce al Cimitero,
lungo i viali dei tumuli d'estinti,
il tempo dell'Avvento, grande evento,
l'attesa del Bambino nella Grotta,
con le vigilie fatte di digiuni,
lampade accese sui balconi in strade
e a preparar presepi nelle case,
profumi di trappeti e cartellate
e a ritemprar pensiero in esercizio,
seduto a meditar testimonianze,
per Respiro del Tempo, la Poesia.
Oh, cara Piazza Grande del mio borgo,
ricordo l'esercizio ruvestino
e il magazzino di tessuti, estinto,
più in là, nel giardinetto a pochi passi,
grande negozio, un segno di famiglia,
mobili che non scordo dello zio.
E questo il tempo che mi sta più a cuore,
la casa ancor presente del mio Amore,
con la Vetrina d'una Ditta Antica
Premiata e Brevettata, Caro Nonno
Macchine da Cucire e Ricamare
Armi Pesi e Misure sopra scritto.
Artefice d'Ingegno ritornato
in vita oltre la morte, grande esempio,
Epifania d'anno trentadue.
Macchine da cucire è vera storia,
scritture che raccontano memoria.
Lorenzo 1.7.23
Riproposta il 17.1.2026 per la Memoria di Gioventù passata dalla Cara Giuseppina
venerdì 16 gennaio 2026
Lettera
"Per me il vivere è Cristo
il morire un guadagno"
(Fil 1,21)
E' un Epitaffio Cara Giuseppina
scritto nei pressi del Tuo Sepolcro
un Verbo di San Paolo ai Filippesi
sulla tomba del Professore Ottavio
è posto presso Altare in San Antonio
nella Cappella di Famiglia Nostra
c'è Mamma c'è Papà ci sono i Nonni
c'è Ottavio il Docente di Latino
che cita sulla tomba quella frase
un nuovo senso della nostra vita
in Comunione con Cristo Risorto
con il riscatto d'uomo conosciuto
da schiavitù di colpa originale
male con la speranza nella Fede
se guardi intorno vedi tanti volti
che hai conosciuto nella Vita Tua
vasti orizzonti s'aprono all'annuncio
che cita il Nostro Caro Professore
tienine conto cara Giuseppina
Ottavio m'ha insegnato ad esser uomo
ai tempi della mia adolescenza
e m'ha avviato sulla via del bene
non solo il rosa rosae della lingua
ma il senso della vera Carità
e m'introdusse nella Conferenza
Comunità di Fede nella quale
i vincenziani chiamati al cammino
insieme verso unione dell'amore
con Cristo Vivente per il servizio
in casa di fratelli bisognosi
San Vincenzo de Paoli di Carità
fece la sua missione come Cristo,
uomini eguali e giustizia sociale
Ottavio un laico santo s'impegnava
per santa comunione col Prossimo
ci si riuniva in quel del seminario
coi beni materiali in settimana
effluvio della vita che s'emana
per un sostentamento salutare
Guardati intorno i volti conosciuti
di cui continuerò a raccontare
Nicola assieme a consorte Francesca
nostri parenti prossimi a famiglia
della mia mamma la Cara Melina
che sulla terra portò la sua Croce
adesso Tu sei volata nel vento
goditi ora in cielo il firmamento
Lorenzo 16.1.26
giovedì 8 gennaio 2026
Diario di un Amore

Alla Befana le feste van via
m'hanno donato un piccolo diario
un dono per raccchiudere segreti
il tronco in fili di color marrone
mentre la chioma ha fili intrecciati
color azzurro mare con i frutti
è il nostro diario Cara Giuseppina
per raccontare a tutti Nostra Storia
lavoro fatto da un'amica cara
della famiglia nostra e d'Angelina
ed una stella come segnalibro
un astro sorridente d'ambo i lati
Cara Tu sei la stella illuminante
e cominciando a stendere il trattato
inizio a raccontare nostra storia
che s'intrecciò un giorno di un'estate
assieme alla tua vita nell'intento
nel mare conosciuto tanto amato
e cominciò il nostro stare insieme
dapprima in un teatro lì sul mare
nella commedia di un noto attore
le mie mani trovarono le tue
adesso quelle mie son di ghiaccio
c'è freddo in stagione dell'inverno
non trovo più le tue in mie mani
vivo adesso nella casa vacante
dell'affetto e della tua presenza
del tuo sorriso e del tuo calore
ormai nel vuoto vivo il mio dolore
Lorenzo 8.1.26
lunedì 5 gennaio 2026
Speranza e Coraggio

Un Orizzonte quello che racconto
nel prologo di pagina descritta
ben ricordi di Husserliana memoria
quando condividesti la mia scelta
di continuare a leggere sui libri
seppur con la famiglia già formata
evolvendo gli spazi temporali
nel tempo e nello spazio all'Infinito
fino a toccare il Trascendentale
che l'Anima Tua Bella ha già raggiunto
per goderti il Volto del Risorto
un Augurio Pasquale che tu vivi
secondo auspicio d'Eccellenza Santo
a chi sceglie di "Amare" c'è la Vita
di quella vera c'è la Vita Eterna
e continuando il discorso in corso
intimo e muto e giammai immutato
mia Cara Giuseppina non mi sbaglio
si manifesta forza che trasforma
carica di speranza e di coraggio
di chi si dona totalmente agli altri
nelle difficoltà lungo la via
cardine in cima la Risurrezione
ove l'Amore vince l'egoismo
e Tu m'inviti con il Tuo Sorriso
a vivere per quella che mi resta
con solitudine e un po' di sollievo
la nuova vita per la pace interna
ci sei Tu in Gloria Eterna e Vera
a superar le prove con speranza
il tuo sorriso senza la parola
parla col Tuo Sguardo senza verbi
e m'indichi la strada del coraggio
e la scandisci sillabando il tempo
quello vissuto insieme per "amare"
il prossimo tuo come te stesso
per la Famiglia e Tua Madre al centro
i figlioli che Provvidenza ha dato
e poi Mamma Lucia e poi ancora
Tu per gli alunni della scuola al borgo
io per quelli in Società Complessa
di educazione e affetto bisognosi
chi vuol capir capisca il mio intento
per anni ho educato come sai
alunni ad imparare ad imparare
uno di questi viene sempre ancora
nelle feste "del Verbo fatto Carne"
faccio il suo nome il caro Giuseppe
e la pietra che s'apre del Sepolcro
diventi il tempo del mio tempo il fulcro
Lorenzo 5.11.26
venerdì 2 gennaio 2026
Amare

"... di fronte
a chi decide di "amare",
non c'è morte che tenga,
non c'è tomba che chiuda"
(don Tonino Bello)
Dare tempo al tempo Cara Giusi
mi suggerisce Amico a Capodanno
il pensiero d'un grande pensatore
un drammaturgo dell'antica Roma
ci manca il gusto di gustare il Tempo
è quello del Respiro di poesia
Tu dammi tempo al tempo Giuseppina
vedrai c'he uniremo i nostri tempi
per ora m'hai donato il tuo Respiro
che si è fermato il mese di novembre
l'infausto diciannove che non scordo
quando t'allontanasti per la Gloria
ma di fronte a chi dice di "amare"
non c'è morte che tenga c'è la Vita
di quella Vera Imperitura Eterna
non c'è tomba che chiuda Tua Memoria
e quell'Urna ne è Testimonianza
giù nella Cripta a fianco dell'Altare
l'altra mattina verso mezzogiorno
accanto al simulacro sorridente
sono rimasto solo ma sicuro
che m'eri accanto e m'incoraggiavi
io sto con Te non te lo scordare
è stato un anno di speranze alterne
eri con me con la tua presenza
m'eri vicino e mi consolavi
ci parlavamo mentre t'ascoltavo
seppur seduta fronte alla cucina
e quei Conventi t'han donato gioia
con quelle suore e frati benedetti
adesso sopravvivo alla sventura
e questo tempo sia il tuo ricordo
nell'attesa d'essere al tuo fianco
ti cerco con le mani non ti trovo
pur di star lontano dall'angoscia
mi manchi tanto Cara Giuseppina
ma so che sei vicina nella notte
e aspetto che la pietra mi racconti
le Tue Virtù e la Tua Bontà
il Dono che Tu hai fatto alla Famiglia
e non soltanto anche ai tuoi alunni
a te affidati assieme ai tuoi colleghi
quante incombenze m'aspettano ancora
d'essere fatte con filosofia
che la burocrazia ahimè m'impone
è proprio vero morte spezza i sogni
e le speranze ai nostri bisogni
Lorenzo 2.1.26
mercoledì 24 dicembre 2025
A Giuseppina

Era d'estate
mare che tanto amavi
grande rimpianto
Lorenzo 24.12.25
martedì 23 dicembre 2025
Anime Elette

Anime elette al Cielo e Benedette
in Memoria dal popolo di Dio
Voi siete accanto e mi consolate
ho preparato questo Vostro Altare
nella cucina accanto ai Vostri Cari
vi parlavate in un luogo caro
quando neì di di festa tutti assieme
intorno al desco eravamo uniti
Voi siete ormai nella Vita vera
nella Pace ch'avete Voi Beate
dopo tribolazioni in questa terra
ma tutte quante avete dato il segno
vostra presenza e premonizione
Lenuccia Cara tu sei stata prima
a darmi il segno al tuo passaggio al Cielo
le ore sei e dieci in quel mattino
afoso a dire poco era a luglio
erano le tre e Tua Diletta Figlia
dopo le notti e i giorni già vissuti
per consolarti e per benedirti
in ogni istante non abbandonarti
Anima di buona volontà si offrì
ti disse va un po' a riposarti
rimango io stanotte con Lenuccia
Giusi ti venne accanto in piena notte
starti vicino all'ultimo tuo fiato
che avvenne in quell'istante che t'ho detto
ed io intanto m'ero allontanato
con la promessa d'esserti vicino
e a quell'ora ch'innanzi t'ho accennato
col tuo Spirito mi lasciasti il segno
un colpo tutto a un tratto cadde in terra
il borsellino con gli attrezzi tutti
delle faccende tutte mattiniere
sapone per la barba per il viso
e del quant'altro tutto l'occorrente
d'igiene personale mattutina
rimasi sconcertato e pensieroso
eppure era ben saldo nel suo posto
il borsello con tutto il necessario
pensai senza timore non mi sbaglio
Lenuccia è già passata Oltre la vita
ed infatti mi diede la conferma
la Tua Figliola Benedetta Figlia
che ora t'ha raggiunta in Paradiso
ero tranquillo nella mia coscienza
per tempo prima il Caro Don Vincenzo
con premura t'offri Conciliazione
dico la verità m'ha dato un segno
l'Amata Giuseppina mia consorte
di tenerezza e di cambiamenti
mi ha recuperato l'Essenziale
un equilibrio pur restando solo
per dire io ti sono sempre accanto
la Cara Giuseppina ben ricordi
Lei preparava tutte le pietanze
il pranzo di Vigilia di Natale
del Venticinque e giorno successivo
Il Santo primo martire onorato
Stefano protomartire dei cristiani
Il pranzo di Vigilia tutto un rito
pettole fritte vuote o con acciughe
le rape lesse oppure le stufate
assieme a Bina ed i nipoti in festa
i panzerotti dischiusi in padella
con massa fatta in casa in olio d'evo
un pomodoro intorno latticini
alici nell'aceto o capitone
rosto sul fuoco con foglie d'alloro
infine si tagliava il panettone
e poi la tombolata per il gioco
per premi su cartelle numerate
ma prima tutt'intorno ad un presepio
per fare Avvento di Gesù Bambino
coi canti del Natale al Bambinello
Germoglio di Iesse e Luce del mondo
Verbo incarnato e l'Emmanuele
il Salvatore atteso e Re di Gloria
Astro nascente per salvezza d'uomo
ch'è nato peccatore a creazione
quanti ricordi Cara Giuseppina
e con Lucia quante chiaccherate
parlava in maniera indefinita
Lucì dimmi il soggetto l'ammoniva
Mamma Lenuccia sempre sorridente
con i suoi anni sempre s'abbelliva
per apparire bella come sempre
il giorno del Natale con Francesca
compito tuo era pasta al forno
di quella preparata in mattinata
mentr'io fuori a preparare al fuoco
salsiccia di cavallo ed agnellino
con Raffaele che ospitava in casa
s'andava in dimora di Francesca
ormai Mamma Lenuccia con Lucia
erano nell'Aldilà oltre la vita
e s'era uniti a tutta la Famiglia
in armonia quanta nostalgia
Lorenzo 23.12.25
lunedì 22 dicembre 2025
A Mia Madre

E' scritta nel tuo sguardo la mia storia
incanto di nostalgico dolore
e tu m'amasti sempre e m'ami ancora
sento le tue carezze calde e madri
ma per goderti il fato m'ha negato
il tempo dei tuoi baci appassionati
un soffio non durò l'esserci insieme
così io vivo dentro gli occhi tuoi
l'onirica presenza che accarezza
ti guardo e tu mi guardi nella notte
e corro fino a te dove tu sai
e penetrarmi sento quello sguardo
calore che s'infrange nel mio sangue
scheggia nel cuore d'ultimo respiro
Lorenzo 10.5.010
Riproposta nel giorno anniversario
del suo transito alla Vita Eterna
il 22 Dicembre 1956
Lorenzo 22.12.25
Nell'ottobre del 2010 partecipai
ad un premio letterario presso l'Associazione
Dante Alighieri di Padova e fu scritta,
riguardo a questo sonetto, la seguente
critica letteraria:
Tutta la
vivezza lirica di questi versi
è nelle
sfumature e nelle dolcezze filiali,
fatte
presenti e preziose e indimenticabili;
è nel dolore
del Poeta, affidato più al
silenzio
allusivo e colmo di rimpianto,
che alle
parole:
una
confessione muta, una trattenuta,
ma
ugualmente "cantata" commozione.
Il Presidente dell'Associazione
Piergiorgio
Boscariol
Padova,
28.10.2010
domenica 21 dicembre 2025
Memoria dei Miei Genitori

Fu donna d'animo nobile e delicato
amò teneramente il suo marito e i
suoi tre figli, con cui condivise le poche
gioie e le molte sofferenze della vita
e della sua lunga malattia. Cosciente
di aver compiuto bene la sua missione
di sposa e di madre cristiana, attese
la morte, come termine ai suoi dolori
e premio alle sue virtù.
* 22.1.1916 + 22.12.1956
E nell'ottantadue passa il padre,
nel sogno m'indicò la via da fare.
L'elogio più grande fu tutta la sua vita,
di umiltà, di semplicità, di fede, di
dovere compiuto sommessamente, quasi
segretamente.
* 27.9.1911 - + 21.12.1982
Riproposta In ricordo dei Miei Genitori
nell'anniversario del loro passaggio
alla Vita Eterna.
Lorenzo 21.12.2025
venerdì 19 dicembre 2025
domenica 14 dicembre 2025
Elogio a Giuseppina

Elogio a Giuseppina
Hai donato la Tua Vita
per amore della famiglia
*22-08-1943 +19-11-2025
Ed ora vi racconto la sua storia
prima che raggiungesse la sua croce
dono che Giuseppina santa donna
ha fatto in anni nella sua dimora
in questa casa allora condivisa
Mamma Lenuccia ad un anno circa
venne con noi a vivere i suoi giorni
Lei era sola e a farle compagnia
Giusi Maria con lo sposo suo
ed i suoi figli che la provvidenza
donò a noi in generazione
fra casa e scuola passa la sua vita
usciva per andare al borgo antico
al Seminario presso San Francesco
qui il Santo Venerdì di ogni anno
si canta l'inno alla Desolata
ordunque coi colleghi tutti uniti
spiegava abbecedario a quei fanciulli
e fare i conticini con tabelle
chi vuol capir capisca ciò che intendo
il borgo antico a tutti conosciuto
per lo svantaggio socio culturale
quindi il ritorno a casa con la Mamma
per le faccende che lei ivi attuava
e giorno dopo giorno per vent'anni
il tempo della vita di Lenuccia
ad anni novantuno spense il cuore
ma un ricordo m'è rimasto impresso
qui disse a tutti sono stata bene
lasciando il detto come testamento
e Mario raggiungeva in altra Vita
in anni conseguenti tutti estinti
sequela di dolore Giuseppina
gli anni tuoi fermi a ottantadue
con più dolori e le poche gioie
che Provvidenza ha donato a noi
eri una stella al tempo quarantatre
un anno della guerra la seconda
il tempo s'è fermato a questa Croce
ora sei lì Tu sei nel Paradiso
e godi il Santo Volto del Risorto
s'è ricomposta tutta la Famiglia
genitori con la progenie unita
in più Mafalda origine friulana
immagine che serbo nel soggiorno
e tu piccina col fiocchetto in testa
con i Tuoi Cari che ti fanno festa
Lorenzo 14.12.25
sabato 13 dicembre 2025
Santa Lucia

Mamma Lucia
accanto a Giuseppina
e tutti i Cari
Lorenzo 13.12.25
Per la Storia Mamma Lucia è stata la mia seconda Mamma in tutti i sensi; rimasi orfano di Mamma Melina nel 1956 a nove anni di età e dopo tre anni mio padre Francesco si risposò con Lucia Colasanto di Terlizzi figlia di Michele Colasanto e Luigia De Chirico. E' stata per me una madre amorevole e mi ha amato come un figlio naturale. Ho ricambiato il suo Amore per me fino alla fine dei suoi giorni terreni, andando a casa tutti i giorni a trovarla fino alla sua dipartita nel 2017 a 96 anni. E' sepolta nel Cimitero di Bitonto nella parte esterna della Confraternita di S. Antonio da Padova. In vita fino a quando ha potuto ha recitato con me il Santo Rosario tutti i giorni ed era d'obbligo per dovere di figlio ospitarla ogni domenica al pranzo domenicale. Questo il sunto breve di quello che è stata per me Mamma Lucia.
venerdì 12 dicembre 2025
Il Volto di Giuseppina

Memoria
Immagine paziente ma sicura,
si nota una mitezza nel tuo Volto,
una madre piegata a tenerezza,
d'una ferma virtù giunta a mestizia,
tenera e forte come una preghiera
che adesso ti rivolgo e ti dispiego.
Il tuo sguardo sembra interrogare
chi si specchia nei limpidi tuoi occhi,
nella serenità che t'appartiene,
ti avvolge tutta e sei nell'Infinito,
l'hai raggiunto forgiata nel crogiolo,
come un gioiello splendido dell'oro
dell'esistenza pura e generosa.
Ora sostieni noi che qui piangiamo,
innamorati della tua presenza.
Sei qui con noi, accanto e risplendente,
avvolta nella Luce che ci attende.
Lorenzo 10.12.22
Il Volto è il titolo originale di una poesia scritta tre anni fa, una preghiera che qui e ora rivolgo a Giuseppina, in questo momento di dolore, consapevole che è lo specchio di un ritratto adatto a ciò che è avvenuto il 19 novembre 2025, con la sua nascita alla Vita Eterna.
giovedì 11 dicembre 2025
Aspettando Natale senza Te

Dimora di preghiera e di
speranza
di quell'angoscia che mi stringe il cuore
condivisione della sofferenza
consolazione e singolare attesa
Non siamo solitari nel dolore
necessità ch'incombe in nostra vita
inonda in tutti la tua grande luce
concedi amore con liberazione
Tu salvi i cuori affranti
degli oranti
compatimento d'Essere supremo
sopporti e soffri solo per amore
d'umana dignità tu ti rivesti
giustificando il dono di te stesso
noi sordi prolunghiamo il tradimento
[Endecasillabi in versi
sciolti]
Lorenzo 11.12.2025
domenica 7 dicembre 2025
Messaggio d'Amore a Giuseppina

In illo tempore era posizionato nella camera da letto dei tuoi Genitori.
Intanto stamattina ti ho sognata
ore sette tempo di caffèlatte
accanto a me eri Tu seduta
in un giardino sopra la panchina
nei pressi della casa ch'abitavo
coi genitori Melina e Ciccillo
ti fanno compagnia al Camposanto
coabitate nella Pace Eterna
ci sono i nonni e c'è anche Ottavio
col suo messaggio carico di Fede
morire per l'Eterno è un guadagno
al piano superiore Caterina
la cara mia sorella Mia Gemella
e all'esterno c'è Mamma Lucia
e Tu t'alzavi e t'avvicinavi
a una Signora anche Lei Lucia
che lavorava ai tempi nell'azienda
del caro tuo fratello Salvatore
memoria mi sostiene al lungo tempo
tanto lavoro ha dato nei suoi tempi
Ella diceva cara so già tutto
ho aperto gli occhi erano le nove
veloce scorre il tempo a cose buone
due ore è stato il sogno ch'è durato
l'onirica presenza nel subconscio
e poi tornando a realtà crudele
io sono qui e Tu nell'aldilà
dove tu godi abbraccio dell'Eterno
io vivo il ricordo sempiterno
Lorenzo 7.12.25

