venerdì 17 novembre 2023

Sulla Lama !

Panorama del mio paese, 1935 di Francesco Speranza



"Così Speranza sceglie un punto 

di osservazione più basso per riprendere 

[...] il Panorama del mio paese, 

in un tratto in cui il caseggiato 

è più lontano essendosi la lama 

un po' allargata [...]

Come accennato, la tensione verso l'alto,

[...] è tripartita oltre che dai campanili 

di San Domenico e della Cattedrale, [...]

anche dal massiccio campanile 

di san Francesco della Scarpa, quello che 

che nello skyline della città segna 

il profilo più alto, terminante 

col suo bulbo rococò a cipolla"


Emanuele Cazzolla, Francesco Speranza,

Pittore del Novecento, Claudio Grenzi Editore,

Foggia 2023, pagg. 164,165. 



Descritta dai cantori quella lama,

pittore del mio borgo conosciuto

pronto a schizzare sui foglietti estivi,


ed un poeta il suono di campane,

le vele e campanili del mio borgo

descrive in lingua madre quei suoi canti,


seduti a meditare su quei luoghi.

Un fosso d'incompiuto corso d'acqua

scendendo dalla murgia fino al mare,


quando la mena riempie arido letto,

regno d'incalliti cercatori

di cicorielle a valle e funghi ai sassi,


quando la pioggia attesa dona frutti,

non solo lumachine su pareti.

E' regno incontrastato di cinghiali,


chiosa il cartello posto sulla strada

che dal mio borgo sale alle matine.

Due ponti sopra il corso di quel fosso


attraversati da generazioni,

il primo porta a scala degli ingegni,

la sede del liceo nel convento


ed il secondo verso borghi interni

posti sulle alture della murgia.

E' l'orizzonte spazio temporale,


grida di locandina dell'evento,

e' degno d'ateneo degli anziani,

com'anche al centro di ricerche urbane. 


La linea immaginaria che si sposta

davanti ai nostri occhi di continuo

perchè traverso i sacri luoghi aviti


avviene conoscenza del passato,

per raccontare storia per futuro,

per mezzo d'esperienza del presente.


E' un parco naturale quella lama,

è roba per il cuore per chi l'ama.


Lorenzo 17.11.23


sabato 28 ottobre 2023

Intreccio di civiltà d'un tempo

Tutto il miele è finito 
Carlo Levi, Il miele di Orune
per concessione di R. Acetoso


"Una civiltà di pastori

si trasforma in parte

in una civiltà contadina,

[...] e già la civiltà contadina

si dissolve pel mondo 

e sorgono centri operai,

come querce solitarie"


Carlo Levi, Tutto il miele è finito,

Ilisso edizioni, Torino, Einaudi 1964, pag. 37.



Intreccio di civiltà d'un tempo 


Cattedrali nel deserto

civiltà ambivalenti

i pastori in transumanza 


che diventano operai.

Sono querce solitarie

in ambiente conosciuto


tra due mari dello Ionio,

nella piana degli ulivi,

nelle zone dell'industria


capannoni abbandonati,

dopo l'auge del respiro,

di lavoro già in disuso,


in colline brulle e grigie

dall'argilla refrattaria

dei calanchi di Lucania,


tra le greggi in terra sarda,

mentre a pranzo si cucina

maialino succulento.


La miscela preparata

da diverse istituzioni

per pastori e contadini


operai e diplomati,

funzionari tra quei mondi,

separati eppur vicini


che appaiono lontani,

affluenti al grande fiume

della cassa meridiana,


sotto il sole che s'avventa

su quel mirto che t'inebria,

tra gli ulivi secolari,


come ai solchi di frumento

grano duro a nutrimento.


Lorenzo 28.10.2023

lunedì 25 settembre 2023

Sei con noi, sempre.

 Sei con noi, sempre !


“Non piangete la mia assenza, 

sentitemi vicino e parlatemi ancora. 

Io vi amerò dal cielo come vi ho amati sulla terra.”


Sant'Agostino


Le note allegre d'interrogazione

lorquando si portavano a lavagna,

gli alunni tuoi a invito rallegrante


e li invitavi alla dimostrazione,

tu iniziavi in detto d'allegria,

fondendo la fiducia a superare


l'angoscia di fallire quel quesito

e d'amore cantavi la canzone,

"parlami d'amore Mariù" dicevi.


Amore era per te il tuo lavoro,

di formule, equazioni e teoremi 

e ai numeri apparivano le note


di pentagrammi in auge nel sessanta.

Amavi il tuo lavoro per portare

come dicevi "il pane alla famiglia",


non quello azzimo, ma quello dolce,

profumo del mandorlo a primavera,

una delle metafore che amavi,


capendo, infine, il senso di parole.

E mentre si cantava, la notizia

di tua mancanza a vita sulla terra


per riposare in Vita oltre la morte,

quel giorno che giammai dimentichiamo

novantaquattro il ventisei d'aprile,


ci manca la risata e il suo vocione,

gli sguardi che davano sicurezza,

sapeva tutto e rispondeva a tutto.


Ed era martedì quel giorno triste,

un'ora d'intervallo a second'ora

e non rientrasti più tra i tuoi alunni.


Il volto col sorriso, il tuo esserci,

sono insieme sempre per non perderci.


Lorenzo 25. 9. 23


Dedicata al Professore Michele dai suoi discepoli d'un tempo.

sabato 16 settembre 2023

La bella 'mbriana

La bella 'mbriana


 "La tradizione narra di una 

principessa napoletana

dalla bellezza leggendaria,

abbandonata prima di andare all'altare

e che per il dolore iniziò a vagare 

senza meta tra le strade di Napoli,

in abito nuziale. [...] Ecco perchè si dice

che porta fortuna nelle case.

E' la bella 'mbriana che diffonde il bene 

girovagando fra le mura domestiche

sotto forma di una lucertolina."


Valentino Losito, ZITTI ZITTI, PIANO PIANO

Storie, personaggi, musiche e leggende della Controra

SECOP edizioni, 2022 pag. 214-215



Fortuna e buona spinta data in sorte

dice il proverbio detto in volgar modo

si manifesta dietro tende mosse


dal vento nelle ore di controra

la bella'Mbriana che diffonde il bene

girovagando tra le mura amiche


oppure tra pareti di campagna

poste dai contadini per confine

macchiate dai licheni orme del tempo


e sottoforma di lucertolina 

lo spirito di casa e dei poderi

dolce angelo al vecchio focolare


appare a meridiana alla controra

obbligo per fanciulli di dormire

parla il silenzio di penombra stanza


e guai a chi non dorme dice il padre

quando in strada impazza il caldo afoso

magia e mistero intrecciano il suo fare


in angoli nascosti si ripone

uscendo solamente qualche istante

controlla consigliando gli abitanti


aggiungi un posto in tavola con sedia

se l'ospite d'onore si presenta

porta serenità spirito buono


tre spiriti vocati nell'inverno

quando i racconti detti intorno al fuoco

propiziano il riposo della notte


il monaciello 'mbriana e la janara

davano il sonno fino all'alba chiara


Lorenzo 16.9.23