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venerdì 15 maggio 2015

Luci / in terza rima

© Antica stampa dal mio archivio

Son spente ormai le luci sul sipario
del tempo già passato in giudicato
estinto e nel silenzio passionario

quest'oggi inizia l'ultimo accorato
formati quando il tempio era silenzio
viaggio dei partenti in giubilato

guai a tradire quel progetto serio
soli per strada per compagna un'ombra
accanto solo un angelo per genio

mentre si percorreva là in penombra
il viale che portava sopra il ponte
questa l'amara sorte che s'ignora

adesso e ancora stessa amara fonte
mentre campeggia sulla mia colonna
un mio parere scritto sulla fronte

sento il silenzio ascolto come un voto
assorbo il fato asprigno che l'avvolge
non vivo quel silenzio come un vuoto

nè come un peso che il suo manto cinge
sono diversi ed uniche persone
ascoltano soltanto ciò che stringe

realisti ingenui per ogni affezione
non pesano soltanto pochi attori
son luci vere nell'acclamazione


Copyright © Lorenzo 15.5.15

mercoledì 13 maggio 2015

Dimmi dov'è ? / in terza rima e distico elegiaco

© stampa dal mio archivio

Trovasi il ponte in piana dell'ulivo
tra il mare azzurro e l'assolata murgia
sotto i suoi archi un torrentello attivo

in tempi d'alluvione lungo via
è scura l'acqua trascina quant'altro
tronchi d'ulivi teneri in corsia

strappati dalla terra che peraltro
versa la furia d'impetuosa piena
misti alle zolle fertili dell'agro

ancor più lungo il tempo della pena
in quel burrone cresce il rampicante
coprendo il territorio e la sua rena

sboccando poi nel mare di levante
ricordo quelle annate turbolente
gonfiarsi a dismisura l'abbondante

mena si chiama nella lingua agreste
il dimenar del rivo molto mosso
la siccità che annulla le tempeste

il respiro del tempo per il passo

e questo è quanto per gentil domanda
sciogliesi il dubbio e cortesia rimanda


Copyright © stampa Lorenzo 13.5.15

mercoledì 18 gennaio 2012

Dimmi dov'è ?



Trovasi il ponte in piana degli ulivi
tra il mare azzurro e l'assolata murgia
sotto i suoi archi scorre un torrentello

in tempi d'alluvione sopra altura
torbide acque trascinano quant'altro
tronchi d'ulivi teneri e leggeri

strappati dalla terra con la furia
versati dentro l'impetuosa piena
misti alle zolle fertili dei campi

ancor più lungo il tempo della secca
in quel burrone cresce la gramigna
coprendo il territorio e il litorale

sboccando poi nel mare di levante
ricordo qualche annata turbolenta
gonfiarsi a dismisura quella mena

come si chiama nella lingua agreste
il dimenar di acque tempestose
la siccità per ora placa il vallo

il respiro del tempo per quel ponte
e questo è quanto per gentil domanda
sciogliesi il dubbio e cortesia rimanda


Copyright © Antica stampa Riproposta Lorenzo 3.7.10