lunedì 8 novembre 2021

Drupe

Raccolta 

Fertili drupe, i campi sono pieni 

ricca raccolta in squarci di sereno,

si parte al buio in alba finchè il sole

che s'alza alla marina radia i campi,


ponendo ai contadini le fatiche,

panni di fibra ai piedi di quei tronchi,

carichi adesso d'olio per dispensa

per pane e pomodoro o per condire 


pietanze di dimore del mio borgo.

Quanto penar a monte di quei frutti

per la raccolta in mesi dell'autunno,


dal fiore a quelle olive ben cresciute

si passano ben oltre le stagioni

fino a lambire l'altra primavera.


Lorenzo 8.11.21


giovedì 4 novembre 2021

Campo 124/Amore di Patria

Sacrario


Un Campo come un altro in altopiano

lontano dal suo campo con gli ulivi

insieme ad altri militi caduti


chiamati al Dover Sacro per la Patria,

il Padre di mia Madre ivi riposa

nel Camposanto, al centro dell'entrata,


ai lati gli obelischi d'Ufficiali,

giovani, allora, carichi di gloria,

servirono la Patria con onore,


al suolo sono adesso radicati

come cipressi cantano il dolore.

Salendo quei gradini in pietra grigia


m'addentro nel Santuario dei Caduti,

volti gioviali sempre sorridenti,

stesso sorriso in tutte le stagioni


una Cappella sembra monumento

per Fanti ed Ufficiali morti in guerra,

lumini accesi e crisantemi bianchi


riposti lì dai figli di lor figli

per tramandare al mondo la Memoria.

Non sono morti invano per la Patria,


soccombere per Lei riporta in vita

il senso del decreto in epitaffio.

Fu riportato in Patria in urna chiusa


negli anni dopo il venti con tradotta

e posto nel Sacrario qui descritto,

ove sepolti sono i miglior figli,


manca l'effigie sulla Sacra Tomba,

è facile trovarla nell'entrata

a destra dell'altare in bella vista,


conservo sua Memoria nella mente

quando immagine troneggiava austera

nella cucina in casa dell'infanzia.


Ora riposa degno del suo nome

e dell'Eterno gode del suo lume.


 Lorenzo 4.11.21

martedì 2 novembre 2021

Gli occhi di una Madre

Un lume acceso nella notte scura,

lucerna nei tuoi occhi grigio perla

son fari accesi limpidi al sorriso,

son certo ch'essi sono la mia guida,


come due astri portano alla meta,

la sicurezza in ore d'afflizione

è l'evidenza di fidato assenso,

mentre cammino sulle vie del mondo


colmo di perdizione e vana gloria

e con il tempo andato ch'è trascorso,

gli occhi tuoi splendono di stelle,


faro sicuro nelle  ore oscure

dammi forza di vivere sognando,

per continuare vita in nuova luce.


Lorenzo  2.11.21

lunedì 1 novembre 2021

Viali d'Ognissanti

"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra"


da Elegia Pasquale di Andrea Zanzotto


Per Crocifissa un nome di famiglia,

un nome ricorrente che s'invoca

ed ora sono Angeli d'infanti,


passano giorni e contano le ore

e i tempi che dividono ritorno

in luoghi dell'oriente non estremo.


Un tempo, invece, erano maestre,

a giovinette s' istruiva il fare

d'una sobria minestra e tutti i giorni


a vendere nocelle o castagnaccio

per i braccianti e per i compratori

di falce e zappa e come mietitori,


nelle contrade prossime alla murgia,

verso quei sassi brulli, d'acre odore

di terra arsa ed anche terremoti.


Dunque, la Crocifissa, detto il nome

di fatto e d'apparenza, a dire il vero,

attenta serva a provvida Signora,


curava i figli che la provvidenza

dava alle dame in nobili casati

e poi stirava i panni di bucato.


Cenere calda sopra un panno bianco

e poi, la sera a casa, in un sottano

a preparare quel frugale pasto


ai propri figli ed al suo consorte.

Ora s'addice il verso del Poeta

"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra".


Un'ombra per fatiche e per dolori,

al Vespro che s'immerge nelle brume,

nei tempi di novembre un pò nebbiosi.


Ombra di Croci in tempo d'Ognissanti

nei viali del dolore in via di Luce,

lumi alle icone in tutti i Camposanti.


Con la certezza d'essere vicini

al dì Natale e al fuoco di camini.


Lorenzo 1.11.21