martedì 27 gennaio 2026

Silenzio e Ricordi d'Olocausto, Cara Giuseppina

Giornata della Memoria


C'è un tipo di Silenzio che non è vuoto, 

ma è un rifugio; bisogna ascoltarlo per riflettere 

e non dimenticare. Sono Memorie che raccontano 

la Storia dei tempi passati e i suoi dolori,

nel giorno della Memoria d'Olocausto.

Secondo Apolonio Carvalho Nascimento, 

fonte spirituale del Movimento dei Focolari, 

ufficialmente Opera di Maria, fondato da Chiara Lubich nel 1943.  

Nato come Movimento internazionale di rinnovamento spirituale

e sociale,  mira a contribuire all'unità della famiglia umana

secondo il mandato evangelico "Che tutti siano uno" (Gv 17,21)

il silenzio può avvenire in una Preghiera, per Te Mia Carissima,

in un respiro breve o prolungato,

nel RESPIRO DEL TEMPO, ovvero, in una Poesia.  


"L'Olocausto è una pagina del libro dell'Umanità 


da cui non dovremo mai togliere 


il segnalibro della memoria." 


(Primo Levi)  


Il mondo dei balocchi ormai sommerso

nella cartella un pinocchio rotto

guarda in avanti infante in borderline

e passo dopo passo i sogni persi


ma li mantiene qui per ricordare

in cassaforte posti dopo il guado

cosa l'aspetta adesso solo spine

ed una barca posta sulla riva


con sguardo volto colmo di terrore

in mondo immerso dentro la tragedia

dei campi coltivati dalla morte


ricordi tramandati per memoria

per non dimenticare lo sterminio

anime inermi e occhi nelle fosse

 

Lorenzo 27.1.24


Riproposta quest'oggi  27.1.2026 per ricordare l'Olocausto


Primo Levi nato a Torino il 31 luglio1919, morto a Torino l'11 aprile 1987  è stato uno scrittore, chimico e partigiano italiano superstite dell'Olocausto, autore di racconti, di un romanzo, di memorie, saggi e poesie. Partigiano antifascista il 13 dicembre 1943 fu arrestato dai fascisti in Valle d'Aosta, inviato in un campo di raccolta a Fossoli e, nel febbraio 1944, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz in quanto ebreo. Scampato alla morte nel lager, tornò in Italia e si impegnò a raccontare le atrocità viste e subite dai prigionieri.

La sua opera più famosa è Se questo è un uomo, il resoconto delle proprie esperienze nell'anno vissuto nel campo di concentramento nella Polonia occupata dai nazisti: il libro è considerato un classico della letteratura mondiale. Laureato in  chimica, pubblicò il libro Il sistema periodico, una raccolta di racconti principalmente autobiografici, nel quale ogni capitolo ha il nome di un elemento chimico, che svolge un ruolo preciso all'interno della storia; anche in altre sue opere appaiono riferimenti diretti e indiretti a questa scienza.

Fonte Wikipedia 


sabato 24 gennaio 2026

Preghiera per Giuseppina

 Preghiera per Giuseppina


Salmo 130 (129): 

De profundis

Undicesimo canto delle salite


Dal profondo a te grido, o Signore;

Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti

alla voce della mia supplica.


Se consideri le colpe, Signore,

Signore, chi ti può resistere?

Ma con te è il perdono:

così avremo il tuo timore.


Io spero, Signore.

Spera l'anima mia,

attendo la sua parola.

L'anima mia è rivolta al Signore

più che le sentinelle all'aurora.


Più che le sentinelle l'aurora,

Israele attenda il Signore,

perché con il Signore è la misericordia

e grande è con lui la redenzione.

Egli redimerà Israele

da tutte le sue colpe.


Lorenzo 24.1.26



Questa Preghiera la recitava mia Sorella 

Teresa, ora abitante a Torino, ultranovantenne,

davanti alla tomba di mia Madre Melina 

Deceduta il 22 dicembre del 1956.

E' un Salmo incentrato sulla speranza nella Misericordia Divina.

Una preghiera che recitava a memoria in latino  


Salmo 130 (129): De profùndis

Undicesimo canto delle salite


De profùndis clamàvi ad te, Dòmine;

Dòmine, exàudi vocem meam.

Fiant àures tuae intendèntes

in vocem deprecatiònis meae.


Si iniquitàtes observàveris, Dòmine,

Dòmine, quis sustinèbit?

Quia apud te propitiàtio est

et propter legem tuam sustìnui te, Dòmine.


Sustìnuit ànima mea in verbo ejus,

speràvit ànima mea in Dòmino.


A custòdia matutìna usque ad noctem,

speret Ìsraël in Dòmino,

quia apud Dòminum misericòrdia,

et copiòsa apud eum redèmptio.

Et ipse rèdimet Ìsraël

ex òmnibus iniquitàtibus ejus.

venerdì 23 gennaio 2026

Vacanze a Calalzo di Cadore

Vacanze a Calalzo di Cadore


A volte Mia Cara Giuseppina

par di sentire quando mi chiamavi

Lorè ed il mio nome era troncato


e mi chiedevi molti anni addietro 

se avessi prenotato al Bellavista 

dopo la scuola per vacanze annuali


s'andava in treno sopra le montagne 

su nel Cadore solo dieci giorni

Calalzo di Cadore in bellunese


lì c'era Bruno e tutta la sua prole

faceva il cuciniere dell'albergo

aveva accanto una damigiana


di vino rosso e si faceva "un'ombra"

per dire si beveva un bel bicchiere

per ritemprar le forze da fatica


nei giorni successivi varie tappe

la prima per rispetto AVE Maria

si percorreva un piccolo sentiero 


un paio di chilometri di strada

e si trovava piccola chiesetta

chiamata Maria del Caravaggio


campeggia ancora un quadro di Maria

in mezzo a quella strada una fontana

d'acqua sorgiva fredda come il ghiaccio


sedili per sostare e riposare

per stanchi sofferenti escursionisti

piu in alto c'era via di val d'Oten 


oltre Praciadelan con altra villa

della famiglia nota e conosciuta

quanti ricordi Cara Giuseppina


ed ogni tanto la Signora Emma

ci invitava per andare in villa

a gustare arrosto e cose varie


e s'era uniti con tanta armonia

quelle vacanze quanta nostalgia


Lorenzo 23.1.26


sabato 17 gennaio 2026

Ricordi di un tempo Cara Giuseppina

 




 Piazza Grande


La chìàzza grànne


La piazza grande



Piazza grande, bianca di luce e case, 


intorno c'è la Chiesa ed un portone,


sono cent'anni, era orfanotrofio



degli orfanelli della grande guerra,


v'era mia madre giovane fanciulla,


finquando strale le lanciò Cupido,



lorquando la colpì l'amato sposo


e mutuando fuori campo il tempo,


progenie continuò d'esserci ancora.



Un monumento a grande musicista,


del melodramma artefice eccellente,


ora sepolto in cripta in Cattedrale.



ivi traslato in marzo d'anno ottanta,


da Chiesa di laguna Ospedaletto,


situata nel Sestiere di Castello.



Mattoni grigi in ampio marciapiedi


e la circondano alberi di lecci


con folta chioma ed ombra che ripara,



dal sole dell'estate assai cocente.


Piccolo bosco al centro del mio borgo,


dove al vespro si disputano uccelletti,



i primi che si svegliano al mattino,


per svolazzare in campi degli ulivi


e più vicino in fondi d'ortolani,



eppure quando piove sono ombrelli


e i contadini stanno ad aspettare


una promessa di fatica ai campi



dal comprator di ricco possidente,


per il lavoro di braccianti ad ore.


Al vespro dell'autunno per raccolta



alla distesa d'uliveti pieni


ed in estate per la mietitura


di grano di Lucania o Tavoliere.



Son uomini avviliti, spesso smunti,


in bocca un'alfa, una sigaretta


già preparata con cartina presa



nella bottega dei tabacchi e sale.


Stazionano sul prato di mattoni


in gruppi di preghiere o di lamenti



per cielo che non piove o cade male,


nel tempo che non serve alla campagna.


Ora non più i tempi dell'attesa,



per compagnia un telefonino


che squilla e chiama per miglior fortuna.


In quella piazza grande c'era un tempo,



nei giorni della festa ai nostri Santi,


un lunapark prendeva quello spazio


con macchine da scontro e baracconi



di tiro a segno un colpo ad un pacchetto


di wafer al cioccolato già gustato.


Di fronte una vetrina e mille cose



bilance bilancini e serrature,


doppiette bene in vista per la caccia,


dentro un vano per fare l'esperienza,



ed imparare l'arte del ricamo


e di cucito a giovani fanciulle


con quell'aggeggio, dopo vi racconto.



Faccio memoria di tutti gli eventi,


nostalgica visione del passato


e le vendemmie fatte alle matine



col mosto per novello a San Martino.


Mi piace ricordare il tempo andato,


il mese di novembre d'Ognissanti



i fiori e i lumi in tutti i Camposanti


ed il Cammino in Luce al Cimitero,


lungo i viali dei tumuli d'estinti,



il tempo dell'Avvento, grande evento,


l'attesa del Bambino nella Grotta,


con le vigilie fatte di digiuni,



lampade accese sui balconi in strade


e a preparar presepi nelle case,


profumi di trappeti e cartellate 



e a ritemprar pensiero in esercizio,


seduto a meditar testimonianze,


per Respiro del Tempo, la Poesia.


 

Oh, cara Piazza Grande del mio borgo,


ricordo l'esercizio ruvestino


e il magazzino di tessuti, estinto,



più in là, nel giardinetto a pochi passi,


grande negozio, un segno di famiglia,


mobili che non scordo dello zio.



E questo il tempo che mi sta più a cuore,


la casa ancor presente del mio Amore,


con la Vetrina d'una Ditta Antica



Premiata e Brevettata, Caro Nonno


Macchine da Cucire e Ricamare


Armi Pesi e Misure sopra scritto.



Artefice d'Ingegno ritornato


in vita oltre la morte, grande esempio,


Epifania d'anno trentadue.



Macchine da cucire è vera storia,


scritture che raccontano memoria. 



Lorenzo 1.7.23


Riproposta il 17.1.2026 per la Memoria di Gioventù passata dalla Cara Giuseppina