venerdì 23 gennaio 2026

Vacanze a Calalzo di Cadore

Vacanze a Calalzo di Cadore


A volte Mia Cara Giuseppina

par di sentire quando mi chiamavi

Lorè ed il mio nome era troncato


e mi chiedevi molti anni addietro 

se avessi prenotato al Bellavista 

dopo la scuola per vacanze annuali


s'andava in treno sopra le montagne 

su nel Cadore solo dieci giorni

Calalzo di Cadore in bellunese


lì c'era Bruno e tutta la sua prole

faceva il cuciniere dell'albergo

aveva accanto una damigiana


di vino rosso e si faceva "un'ombra"

per dire si beveva un bel bicchiere

per ritemprar le forze da fatica


nei giorni successivi varie tappe

la prima per rispetto AVE Maria

si percorreva un piccolo sentiero 


un paio di chilometri di strada

e si trovava piccola chiesetta

chiamata Maria del Caravaggio


campeggia ancora un quadro di Maria

in mezzo a quella strada una fontana

d'acqua sorgiva fredda come il ghiaccio


sedili per sostare e riposare

per stanchi sofferenti escursionisti

piu in alto c'era via di val d'Oten 


oltre Praciadelan con altra villa

della famiglia nota e conosciuta

quanti ricordi Cara Giuseppina


ed ogni tanto la Signora Emma

ci invitava per andare in villa

a gustare arrosto e cose varie


e s'era uniti con tanta armonia

quelle vacanze quanta nostalgia


Lorenzo 23.1.26


sabato 17 gennaio 2026

Ricordi di un tempo Cara Giuseppina

 




 Piazza Grande


La chìàzza grànne


La piazza grande



Piazza grande, bianca di luce e case, 


intorno c'è la Chiesa ed un portone,


sono cent'anni, era orfanotrofio



degli orfanelli della grande guerra,


v'era mia madre giovane fanciulla,


finquando strale le lanciò Cupido,



lorquando la colpì l'amato sposo


e mutuando fuori campo il tempo,


progenie continuò d'esserci ancora.



Un monumento a grande musicista,


del melodramma artefice eccellente,


ora sepolto in cripta in Cattedrale.



ivi traslato in marzo d'anno ottanta,


da Chiesa di laguna Ospedaletto,


situata nel Sestiere di Castello.



Mattoni grigi in ampio marciapiedi


e la circondano alberi di lecci


con folta chioma ed ombra che ripara,



dal sole dell'estate assai cocente.


Piccolo bosco al centro del mio borgo,


dove al vespro si disputano uccelletti,



i primi che si svegliano al mattino,


per svolazzare in campi degli ulivi


e più vicino in fondi d'ortolani,



eppure quando piove sono ombrelli


e i contadini stanno ad aspettare


una promessa di fatica ai campi



dal comprator di ricco possidente,


per il lavoro di braccianti ad ore.


Al vespro dell'autunno per raccolta



alla distesa d'uliveti pieni


ed in estate per la mietitura


di grano di Lucania o Tavoliere.



Son uomini avviliti, spesso smunti,


in bocca un'alfa, una sigaretta


già preparata con cartina presa



nella bottega dei tabacchi e sale.


Stazionano sul prato di mattoni


in gruppi di preghiere o di lamenti



per cielo che non piove o cade male,


nel tempo che non serve alla campagna.


Ora non più i tempi dell'attesa,



per compagnia un telefonino


che squilla e chiama per miglior fortuna.


In quella piazza grande c'era un tempo,



nei giorni della festa ai nostri Santi,


un lunapark prendeva quello spazio


con macchine da scontro e baracconi



di tiro a segno un colpo ad un pacchetto


di wafer al cioccolato già gustato.


Di fronte una vetrina e mille cose



bilance bilancini e serrature,


doppiette bene in vista per la caccia,


dentro un vano per fare l'esperienza,



ed imparare l'arte del ricamo


e di cucito a giovani fanciulle


con quell'aggeggio, dopo vi racconto.



Faccio memoria di tutti gli eventi,


nostalgica visione del passato


e le vendemmie fatte alle matine



col mosto per novello a San Martino.


Mi piace ricordare il tempo andato,


il mese di novembre d'Ognissanti



i fiori e i lumi in tutti i Camposanti


ed il Cammino in Luce al Cimitero,


lungo i viali dei tumuli d'estinti,



il tempo dell'Avvento, grande evento,


l'attesa del Bambino nella Grotta,


con le vigilie fatte di digiuni,



lampade accese sui balconi in strade


e a preparar presepi nelle case,


profumi di trappeti e cartellate 



e a ritemprar pensiero in esercizio,


seduto a meditar testimonianze,


per Respiro del Tempo, la Poesia.


 

Oh, cara Piazza Grande del mio borgo,


ricordo l'esercizio ruvestino


e il magazzino di tessuti, estinto,



più in là, nel giardinetto a pochi passi,


grande negozio, un segno di famiglia,


mobili che non scordo dello zio.



E questo il tempo che mi sta più a cuore,


la casa ancor presente del mio Amore,


con la Vetrina d'una Ditta Antica



Premiata e Brevettata, Caro Nonno


Macchine da Cucire e Ricamare


Armi Pesi e Misure sopra scritto.



Artefice d'Ingegno ritornato


in vita oltre la morte, grande esempio,


Epifania d'anno trentadue.



Macchine da cucire è vera storia,


scritture che raccontano memoria. 



Lorenzo 1.7.23


Riproposta il 17.1.2026 per la Memoria di Gioventù passata dalla Cara Giuseppina 

venerdì 16 gennaio 2026

Lettera

Lettera 


"Per me il vivere è Cristo

il morire un guadagno"

(Fil 1,21)



E' un Epitaffio Cara Giuseppina

scritto nei pressi del Tuo Sepolcro

un Verbo di San Paolo ai Filippesi


sulla tomba del Professore Ottavio

è posto presso Altare in San Antonio

nella Cappella di Famiglia Nostra


c'è Mamma c'è Papà ci sono i Nonni

c'è Ottavio il Docente di Latino

che cita sulla tomba quella frase


un nuovo senso della nostra vita

in Comunione con Cristo Risorto

con il riscatto d'uomo conosciuto


da schiavitù di colpa originale

male con la speranza nella Fede

se guardi intorno vedi tanti volti


che hai conosciuto nella Vita Tua

vasti orizzonti s'aprono all'annuncio

che cita il Nostro Caro Professore


tienine conto cara Giuseppina

Ottavio m'ha insegnato ad esser uomo

ai tempi della mia adolescenza


e m'ha avviato sulla via del bene

non solo il rosa rosae della lingua

ma il senso della vera Carità


e m'introdusse nella Conferenza

Comunità di Fede nella quale 

i vincenziani chiamati al cammino


insieme verso unione dell'amore 

con Cristo Vivente per il servizio

in casa di fratelli bisognosi


San Vincenzo de Paoli di Carità 

fece la sua missione come Cristo, 

uomini eguali e giustizia sociale


Ottavio un laico santo s'impegnava 

per santa comunione col Prossimo

ci si riuniva in quel del seminario 


coi beni materiali in settimana

effluvio della vita che s'emana

per un sostentamento salutare


Guardati intorno i volti conosciuti

di cui continuerò a raccontare 

Nicola assieme a consorte Francesca


nostri parenti prossimi a famiglia

della mia mamma la Cara Melina

che sulla terra portò la sua Croce


adesso Tu sei volata nel vento 

goditi ora in cielo il firmamento 


Lorenzo 16.1.26

giovedì 8 gennaio 2026

Diario di un Amore

Diario di un Amore


Alla Befana le feste van via

m'hanno donato un piccolo diario

un dono per raccchiudere segreti


il tronco in fili di color marrone

mentre la chioma ha fili intrecciati

color azzurro mare con i frutti


è il nostro diario Cara Giuseppina

per raccontare a tutti Nostra Storia

lavoro fatto da un'amica cara


della famiglia nostra e d'Angelina

ed una stella come segnalibro

un astro sorridente d'ambo i lati


Cara Tu sei la stella illuminante

e cominciando a stendere il trattato

inizio a raccontare nostra storia


che s'intrecciò un giorno di un'estate

assieme alla tua vita nell'intento

nel mare conosciuto tanto amato


e cominciò il nostro stare insieme

dapprima in un teatro lì sul mare

nella commedia di un noto attore


le mie mani trovarono le tue

adesso quelle mie son di ghiaccio

c'è freddo in stagione dell'inverno


non trovo più le tue in mie mani

vivo adesso nella casa vacante

dell'affetto e della tua presenza


del tuo sorriso e del tuo calore

ormai nel vuoto vivo il mio dolore


Lorenzo 8.1.26